Viterbo – Cena fuori dal carcere per Rudy Guede.
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Nuovo contatto con la realtà per il 29enne ivoriano, unico condannato a 16 anni per l’omicidio di Meredith Kercher, uccisa a Perugia il primo novembre 2007.
Guede ha ottenuto un nuovo permesso premio, il quarto dall’estate scorsa, e ieri è potuto uscito dal carcere di Mammagialla. Rimarrà fuori dal penitenziario viterbese fino alle 17 di martedì.
A giugno, dopo nove anni in cella, l’ivoriano aveva ottenuto le sue prime 36 ore di contatto con la realtà, nella casa di accoglienza del Gavac, l’associazione di volontariato assistenti e animatori carcerari, che a Viterbo ospita i detenuti in permesso e i loro familiari.
Nelle due giornate di permesso premio, Guede aveva incontrato amici e parenti, ma non era potuto uscire dalla casa d’accoglienza. Questa volta, invece, al 29enne è stato concesso di fare colazione, pranzo e cena all’esterno della struttura: quattro ore non solo fuori dal carcere, ma anche dai domiciliari.
Ed ecco che ieri sera l’ivoriano è tornato a sedersi, dopo nove anni, al tavolo di un ristorante: il Richiastro, in via della Marrocca a Viterbo. T-shirt grigia con sopra una camicia a scacchi bianchi e neri, così Guede si è accomodato a capotavola. Al suo fianco l’amico di una vita, Giacomo. E tutt’intorno i suoi familiari.
Nei piatti bruschette e paté, e altri prodotti tipici della tradizione viterbese. In alcuni bicchieri un po’ di vino, in altri Coca Cola. Cibi e bevande tutti scelti dallo stesso ivoriano. E spesso sul volto del 29enne è comparso un dolce sorriso.
Alle 21 il rientro al Gavac. “Nella casa d’accoglienza Guede trascorre la maggior parte delle giornate premio – racconta il suo portavoce Daniele Camilli, anche lui a tavola con il 29enne -. Fa cose semplicissime: guarda la tv, parla con gli amici, legge e studia. Dopo la laurea triennale conseguita con 110 e lode si è iscritto alla specialistica in storia e ambiente, sempre all’università di Roma Tre”.
Per l’omicidio di Meredith Kercher, l’ivoriano si è sempre dichiarato innocente. Eppure resta l’unico condannato in concorso e in via definitiva per il delitto, dopo che i suoi ex coimputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati definitivamente assolti dalla Cassazione.
Raffaele Strocchia





