Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Pubblica Amministrazione italiana pessima pagatrice. Salite del 5% le amministrazioni che pagano con gravi ritardi”.
A dichiararlo è Bruna Rossetti, presidente di Confcooperative Lazio Nord, ed è quanto emerge dallo “Studio pagamenti della Pubblica amministrazione”, aggiornato a fine settembre 2016, realizzato da Cribis D&B, la società del Gruppo Crif specializzata nelle business information.
“Nel terzo trimestre del 2016 – spiega la Rossetti – solamente il 22,3% delle aziende della pubblica amministrazione salda alla scadenza i propri debiti economici con i fornitori.
Una performance nettamente inferiore rispetto alla media delle imprese italiane, che è risultata pari al 35,9%. Per quanto riguarda invece i ritardi gravi, il 25,3% paga con oltre un mese di ritardo contro una media del Paese del 12,6%”.
Dunque, solo un’impresa su cinuqe della della Pa rispetta i termini di pagamento prestabiliti, mentre una su quattro fatica a saldare i debiti, performance non positive rispetto alla media degli altri settori italiani. Se si paragonano inoltre i dati aggiornati a fine settembre 2016 con quelli del 2010, il confronto mette in mostra gli attuali problemi che la Pa ha nel saldo delle fatture nei confronti dei fornitori.
“Se da un lato sono cresciuti di 10,8 punti percentuali le aziende della Pa che pagano puntualmente – prosegue la Rossetti – dall’altro sono aumentate anche quelle con ritardi gravi, passate dal 20,0% del 2010 all’attuale 25,3%. Situazione leggermente migliore per gli enti territoriali, virtuosi nel 15% dei casi. Gli enti territoriali che pagano entro il mese di ritardo sono invece pari al 56,7%, i ritardi gravi sono del 28,3%”.
Tornando al settore delle Asl e della sanità, le elaborazioni di Cribis D&B mettono in evidenza il crollo della puntualità nei pagamenti nel corso degli ultimi sei anni. Nel 2010 i pagamenti alla scadenza erano comunque bassi, pari al 4,8% del totale, mentre le aziende della Pa con ritardi gravi erano il 49,7%; ora sono il 61,0%.
A livello territoriale, è il Nord-Ovest l’area più virtuosa: il 26,4% salda alla scadenza le fatture, mentre il 20,2% oltre il mese di ritardo dai termini prestabiliti. Performance leggermente inferiori per la Pubblica amministrazione del Nord-Est, che è meno puntuale (22,4%) ma anche meno ritardatario (16,3%). Situazione diametralmente opposta per il Sud e le isole, dove i ritardi gravi sono pari al 41,0% del totale.
Confcooperative Lazio nord
