Viterbo – (p.p.) – “Come si può far lavorare gli operai coi decespugliatori?”.
Giulio Marini solleva il quesito rivolgendosi direttamente all’assessora al Verde pubblico Raffaela Saraconi. E, su un tema delicato come quello della sicurezza sul lavoro pretende risposte.
“Ieri – incalza Marini – c’erano due operai con decespugliatori a spalla che tagliavano l’erba nel giardino di palazzo dei Priori.
Il Comune come si permette di far operare dipendenti di ditte appaltatrici con mezzi a spalla che sono stati ripetutamente vietati dalle norme in materia di sicurezza sul lavoro.
Il rischio di questi strumenti sta, per esempio, nel serbatoio che si trova appunto nella parte posteriore e quindi non è immediatamente visibile nel caso ci dovesse essere una scintilla.
Inoltre, sono costituiti da parti metalliche collegate tra loro che possono far insorgere rischi legati alla rottura durante il funzionamento o di proiezione di oggetti rispetto alle lame metalliche con cui entrano in contatto.
Le protezioni di cui sono dotati i decespugliatori portatili non possono assicurare un’adeguata protezione contro i rischi provocati dagli accessori stessi”.
Quindi l’affondo del consigliere forzista: “E’ questo il livello di controllo che questa amministrazione pone su un appalto così importante, e cioè quello del verde pubblico? Saraconi risponda”.

