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“Ha fatto una stronzata, ‘na cazzata…”

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Fabio Menicacci, sindaco di Soriano nel Cimino

Fabio Menicacci, sindaco di Soriano nel Cimino

Il commento dell'assessore Perugini al falso post dell'ex ministra

Il commento dell’assessore Perugini al falso post dell’ex ministra

Soriano nel cimino - Il post di Perugini sulla vicenda Di Canio- Sky

Soriano nel cimino – Il post di Perugini sulla vicenda Di Canio- Sky

Soriano nel Cimino – “Ha fatto una stronzata, ‘na cazzata…”. Il sindaco di Soriano nel Cimino Fabio Menicacci, a caldo, non ci gira intorno alla questione e non usa altre parole per definire il comportamento del suo assessore Luciano Perugini.

L’assessore Perugini su Facebook ha insultato, con una frase razzista, l’ex ministro e parlamentare europeo Cécile Kyenge Kashetu scrivendo: “Sta merda nera, statte zitta”.

Il sindaco Menicacci poi annuncia una nota ufficiale più meditata sulla vicenda che ha ridicolizzato il suo comune. Nota che è arriva in tarda serata di ieri.

“In merito alle affermazioni, riportate dai media in questi giorni relative all’assessore Luciano Perugini, questa amministrazione – argomenta Fabio Menicacci – fa presente che tali affermazioni non fanno parte del modo di pensare, né tantomeno di agire, di chi amministra Soriano nel Cimino, né di chi lo abita e lo vive.
Tengo a precisare che la nostra comunità ospita oltre 250 nuclei familiari per un totale di oltre 800 persone di diverse razze, etnie e religioni e le stesse sono perfettamente integrate nel nostro sociale”.

Il sindaco poi prende più nettamente le distanze dal suo assessore, anche se non lo “licenzia”.

“L’assessore Perugini – continua il sindaco -, nonostante le tante attività di volontariato che svolge e l’umanità che la collettività gli riconosce, ha pubblicato delle affermazioni scritte con troppa leggerezza, rispondendo ad una provocazione apparsa sul web rivelatasi poi una bufala a nome della parlamentare europea Cecile Kienge che recitava “chi vota no al referendum è un razzista”.

Lo stesso ha riconosciuto di aver sbagliato nei modi, nei comportamenti e nelle forme e di aver commesso una grande leggerezza, in primis come uomo e poi come amministratore, pertanto chiede pubblicamente scusa alla parlamentare europea e alla donna Cecile Kienge.

Insomma l’assessore, che ieri non è risultato raggiungibile per telefono, chiede scusa per interposta persona. Quando si dice il coraggio politico…

A sollevare la questione politica e di civiltà era stato il Movimento 5 stelle di Soriano che, in una nota, ha raccontato come, Perugini, abbia commentato un post di Cécile Kyenge Kashetu (tra l’altro “post bufala” relativo ad una falsa affermazione della parlamentare europea) con la frase: “Sta merda nera, Statte zitta”.

Nel post bufala attribuito all’ex ministra si leggeva: “Chi vota no al referendum è razzista e si deve vergognare”. Una frase assurda che l’assessore Perugini ha preso per vera e per tutta risposta commenta con la frase razzista.

Espressione che non è passata inosservata. Cécile Kyenge Kashetu in persona ha risposto pubblicamente: “Qualcuno la condivide sulla propria pagina Facebook e queste parole, “Merda nera, statte zitta”, sono il commento di Luciano Perugini, assessore al comune di Soriano nel Cimino, provincia di Viterbo, come mi segnala un cittadino del suo comune…”.

La vicenda va a finire sulla trasmissione radiofonica di Radio 24 – La Zanzara che ha contattato in diretta telefonica l’assessore Luciano Perugini per chiedere conferma delle sue affermazioni, prontamente negate. Tra l’altro, Cruciani e Parenzo ricordano un analogo post di Perugini sulla vicenda Di Canio- Sky: “Vai Paolo sei il più grande, viva il Duce”.

Ma non finisce qui. Perugini, infatti, è lo stesso che, nel 2007, balzò alle cronache locali per aver dileggiarto Pasolini, definendolo “ricchione”.


La risposta della parlamentare europea Cécile Kyenge Kashetu all’invettiva razzista dell’assessore Perugini

“Sta merda nera, statte zitta”. Un sito generatore seriale di bufale colossali, più volte smentite, mi attribuisce frasi che io non ho mai pronunciato, come questa frase sul prossimo referendum. Qualcuno la condivide sulla propria pagina Facebook e queste parole, “Merda nera, statte zitta”, sono il commento di Luciano Perugini, assessore al Comune di Soriano nel Cimino, provincia di Viterbo, come mi segnala un cittadino del suo comune.
Che si tratti di una bufala è evidente, basta pochissimo a capirlo. Così come è evidente l’effetto di queste balle diffuse ad arte con uno scopo scientifico: fomentare ed incitare all’odio, in questo caso anche per guadagnare in click pubblicitari. E le parole dell’assessore del Comune di Soriano nel Cimino questo rilevano: odio. Un odio che acceca talmente tanto da non dedicare nemmeno un minimo di attenzione alla verifica dell’inattendibilità così evidente di quella frase che mi viene attribuita; un odio che acceca talmente tanto che ci si dimentica di rappresentare una comunità, e così, prima di me, si finisce per disonorare la propria comunità e l’istituzione che si rappresenta.
Ho voluto postare questa segnalazione di un cittadino perché sia chiaro, ancora una volta, come si innesca la dinamica dell’incitamento all’odio razziale: si mistifica e falsa la realtà, per mero lucro, economico in questo caso, incuranti delle conseguenze oltre che della verità. La stessa dinamica vale anche per quanto sta accedendo nel nostro dibattito politico: il razzismo sempre più intensamente utilizzato come strumento di lotta politica. Alla base c’è sempre la mistificazione, la falsificazione nutrita di pseudo-notizie, l’inganno, in questo caso per lucrarne voti. Un inganno incurante delle conseguenze: l’avvelenamento della nostra società. Ci deve essere un argine: chi siede nelle istituzioni, come e più di ogni cittadino, ha il dovere di onorare le istituzioni che rappresenta. L’odio razziale le disonora, avvelena la società, e non può quindi essere mai strumento di lotta politica.
Per questo, no, non me ne sto zitta.
Cécile Kyenge Kashetu

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