Viterbo – Terme al Paliano verso la modifica del progetto che prevede una parte termale e una residenziale. Inizialmente, 70% la prima, 30% la seconda.
Lo stabilimento previsto sulla Cassia sud ha subito uno stop in consiglio comunale. La maggioranza ha chiesto una riduzione della cubatura per il termale. Approvando, dopo sedute turbolente e caotiche, un taglio del 10%. Ovvero, 80% termale e 20% residenziale.
Con la conseguenza per i privati, di dover modificare e quindi ripresentare la documentazione. C’è stato il rischio che gli imprenditori ritirassero la proposta. Reazione a caldo dopo la scelta di palazzo dei Priori.
Poi la situazione deve essersi normalizzata, se è vero che ieri mattina in terza commissione, il presidente Aldo Fabbrini, ricordando che la pratica non poteva essere discussa, ha spiegato che i documenti sono arrivati.
“La documentazione è arrivata agli uffici – dice Fabbrini – ora deve essere vagliata e non c’è stato ancora il tempo d’istruire la pratica e discuterne in commissione. Ci sono le nuove tavole e le varianti richieste. Averle prodotte, significa che gli imprenditori hanno apportato le modifiche richieste dal consiglio comunale”.
Si può andare avanti, se ne riparla la prossima settimana. In commissione e poi, di nuovo in consiglio comunale.
Anche se dall’opposizione c’è chi aveva fortemente criticato la scelta della maggioranza. Nei fatti la cubatura resta la stessa, cambia solo la destinazione d’uso. Tradotto. Ne vale la pena?
Evidentemente sì per il centrosinistra, che col provvedimento ritiene d’avere dato un segnale verso una valorizzazione della parte termale rispetto alla residenziale.
Nel progetto prima della modifica, come aveva spiegato l’imprenditore Domenico Belli, la parte termale riguardava 55mila metri cubi. La struttura, una volta a regime, secondo le stime di Belli, può arrivare a occupare 400 persone.
“La prima cosa da realizzare è il cento termale – ha spiegato Belli nella sua audizione in commissione, prima delle modifiche in consiglio – c’è un albergo che si collega col centro termale e un centro congressi”.
Il nodo rappresentato dai collegamenti. “Prima si fa la strada che porta all’impianto – e poi partiamo con la costruzione del centro termale”.
Con la pratica Paliano – Freetime rinviata, la commissione ieri ha approvato all’unanimità, col sì tanto della maggioranza quanto dell’opposizione, la variante al piano regolatore per la seconda linea di liquami per l’impianto di depurazione e la presa d’atto sull’assenza d’osservazioni per l’ampliamento del cimitero a Grotte Santo Stefano.
Giuseppe Ferlicca

