Viterbo – Entrano in un locale del centro storico e aggrediscono il titolare. In due a processo per ingiurie, minacce e lesioni aggravate.
I fatti risalgono ad alcuni anni fa. Una coppia sarebbe entrata, poco prima della chiusura, in un’attività di via Roma, nei pressi di piazza del Comune, e avrebbe aggredito il commerciante.
In aula la testimonianza della vittima e dei suoi genitori, titolari di un locale poco distante da quello del figlio. “Ero nel negozio di mia moglie – racconta al giudice Silvia Mattei il padre del commerciante – quando all’improvviso mi ha chiamato un cliente: ‘Corri, corri. Stanno aggredendo tuo figlio’. Quando sono uscito l’ho visto fuori dal locale con due persone che lo stavano prendendo a schiaffi e pugni. Gli urlavano anche contro: ‘Bastardo, fatti sotto. Figlio de ‘na mignotta’, gli dicevano”.
I genitori provano a intervenire per sedare gli animi. “Mentre ci stavamo avvicinando – continua l’uomo – mia moglie è stata spinta da uno dei due, dalla donna. Ha sbattuta la testa ed è svenuta. La ragazza intanto continuava a tentare di darle calci a destra e a manca. Mi sono messo davanti per proteggerla e ha iniziato a minacciare anche me: ‘T’ammazzo’, mi urlava contro”.
Una aggressione nata, secondo l’uomo, per futili motivi. “Erano ubriachi fradici – sottolinea il padre della vittima -. Lei non faceva altro che infuocare gli animi. Mentre cercavo di difendere mia moglie e mio figlio dall’aggressione, ha ordinato al compagno di andare a prendere una transenna che era lì vicino. Lui l’ha sollevata e tirata verso di me. Fortunatamente non mi ha colpito. Poi è arrivata la polizia”.
I tre hanno sporto denuncia. Ma mentre il figlio ha deciso di ritirarla, i genitori sono rimasti sulle proprie posizioni. A giugno la prossima udienza.
