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“Un cielo tra le sbarre” ai nastri di partenza

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Pietro Benedetti al lavoro per "Un cielo tra le sbarre"

Pietro Benedetti al lavoro per “Un cielo tra le sbarre”

Viterbo – Il 9 novembre al nastro di partenza il progetto “Un cielo tra le sbarre”.

Si tratta di un laboratorio di sceneggiatura, ripresa e montaggio destinato ai detenuti del nuovo complesso penitenziario di Civitavecchia diretto dal regista Pietro Benedetti e organizzato dall’associazione Real Breams di Tuscania.

Il gruppo lavorerà su due incontri settimanali e a marzo si realizzerà un cortometraggio.

Il progetto arriva nelle carceri dopo un’esperienza di Cineme Terapia, svolta nell’ultimo quinquennio con le Asl.

L’obiettivo del laboratorio è favorire la crescita personale dei partecipanti fornendo stimoli culturali e concettual, attivando in maniera creativa, interessi e motivazioni  per il futuro.


Laboratorio cinema

“Un cielo tra le sbarre”
Il progetto si avvale delle opportunità offerte dal “mondo del cinema”, per favorire e supportare il processo di crescita dei rapporti interpersonali dei partecipanti, promuovendo l’individuazione dell’immagine che ognuno ha di sé all’interno delle dinamiche sociali, fornendo stimoli culturali e concettuali in modo da riattivare in maniera creativa, interessi e motivazioni valorizzando il dialogo e il confronto tra pari, attraverso la documentazione di fatti e storie personali.

In sintesi, utilizzando le modalità dell’industria del cinema, si va ad operare in modo da valorizzare le potenzialità espresse dei partecipanti, canalizzandole in un percorso creativo che permetta di affrontare in modo differito le difficoltà individuali; inoltre il lavoro in equipe, specifico dell’industria del cinema, stimolerà allo sviluppo delle proprie capacità relazionali e li spingerà ad una rielaborazione del rapporto se/altro.

Le esperienze degli scorsi anni, svolte presso l’U.O. di Neuropsichiatria Infantile della AUSL di Viterbo, hanno dato importanti risultati sia sul piano educativo/riabilitativo, sia in termini di soddisfazione delle famiglie al momento della presentazione dei prodotti finali.
Dai progetti precedenti, sono infatti usciti due cortometraggi interamente ideati, recitati, filmati e montati dai partecipanti.
Seppur realizzati con strumenti tecnici limitati, i due cortometraggi sono estremamente importanti per i contenuti espressi.
Forte di questa esperienza, l’associazione culturale Real Dreams di Tuscania (VT) che da anni opera nell’organizzazione di eventi culturali e nella realizzazione di “corti” cinematografici attraverso un laboratorio di scrittura e di recitazione basato sul sogno e l’immagine, permetterà ai partecipanti di confrontarsi con un percorso creativo più approfondito sia dal punto di vista dell’ideazione che della realizzazione tecnica, che prevede l’utilizzo di strumentazioni di ripresa e montaggio professionali.
Il progetto prevede da parte della Casa Circondariale di Civitavecchia (RM), la messa a disposizione di personale idoneo all’organizzazione e allo svolgimento degli incontri; alla fine del corso verrà realizzato un cortometraggio o comunque un film.

Il progetto prevede 2 incontri settimanali di 2 ore e mezza circa ad incontro per un totale di 5 ore a settimana e di 20 ore mensili; il progetto durerà dal mese di novembre 2016 per terminare nel mese di marzo 2016 per un totale di 5 mesi e di complessive 100 ore circa così ripartite :

1. 40 ore di laboratorio di scrittura e avvicinamento alla recitazione
2. 20 ore di laboratorio di ripresa video ed effettive riprese del progetto filmico
3. 40 ore di laboratorio di montaggio video e creazione colonne sonore effettivo montaggio delle scene del film e inserimento musiche e creazione del prodotto finito

1. Il laboratorio di scrittura e avvicinamento alla recitazione prevede un regista/attore professionista che illustrerà ai detenuti del gruppo una panoramica di come si scrive un film, di come si recita sempre sotto forma di collaborazione e mai in forma scolastica professore/studente sempre messo sull’iterazione tra i presenti anche per vedere cosa ognuno di loro può riuscire a tirar fuori con le tecniche di recitazione, usarle in modo da aiutarli ad esprimersi
2. Il laboratorio di ripresa sarà invece più sul tecnico sulle inquadrature sull’uso della videocamera anche qui saranno loro ad avvicinarsi al mezzo e sperimentare per costruire in poi le riprese delle scene che poi costituiranno il film vero e proprio; un operatore professionista li seguirà in questa fase
3. Il montaggio e la creazione delle musiche beh qui avviene la magia vera e propria qui si costruirà proprio il film si avvicineranno i detenuti al montaggio delle scene riprese e ci sarà anche un piccolo laboratorio musicale in cui inserire dei suoni e delle musiche nel film

La cosa fondamentale del progetto è creare il gruppo e riuscire a tirare fuori l’anima di queste persone che per vari motivi sono finiti qui non si vuole dare una speranza di libertà o salvargli la vita, si vuole dargli uno spazio per esprimersi e per rivalutarli attraverso questo lavoro del laboratorio, con l’uso del linguaggio del cinema dargli una voce e una motivazione nuova.

SOGGETTO E SINOSSI

TITOLO: Un cielo tra le sbarre

Un gruppo di detenuti decidono di formare un gruppo teatrale per rappresentare una storia che racconta le loro storie personali, le loro speranze e il lavoro che svolgono in carcere; decidono di scrivere uno spettacolo e parlare attraverso il palcoscenico di loro, metteranno a nudo i loro sentimenti, le loro passioni e sensazioni e si ritroveranno tra loro capendo che anche se non hanno la libertà possono ancora sognare e sperare e si renderanno conto che non sono da soli in questa realtà carceraria.


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