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Vittorio Sgarbi: “Viterbo, una città bellissima”

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Vittorio Sgarbi a Otto e mezzoVittorio Sgarbi a Otto e mezzo

Vittorio Sgarbi a Otto e mezzo

Vittorio Sgarbi a Otto e mezzo

Vittorio Sgarbi a Otto e mezzo

Firenze - Vittorio Sgarbi al telefono con Giacomo Barelli, ripreso da Repubblica Tv

Firenze – Vittorio Sgarbi al telefono con Giacomo Barelli, ripreso da Repubblica Tv

Firenze - Vittorio Sgarbi al telefono con Giacomo Barelli, ripreso da Repubblica Tv

Firenze – Vittorio Sgarbi al telefono con Giacomo Barelli, ripreso da Repubblica Tv

Viterbo – “Una città bellissima”. Vittorio Sgarbi si è già pentito? Il critico d’arte che nemmeno una settimana fa aveva definito Viterbo una “cazzo di città”, fa dietrofront. Anche se, va detto, che, in realtà, in quel caso si riferiva probabilmente all’amministrazione e non alla città fisica.

Ospite del talk show Otto e mezzo (La 7), Sgarbi fa un piccolo accenno al capoluogo della Tuscia, in una puntata interamente dedicata al patrimonio artistico perso dopo il terremoto nell’Italia centrale di domenica scorsa.

“Luoghi bellissimi in Italia come Viterbo, Lecce e Padova non hanno il vincolo Unesco, che definisco sempre capriccioso – dice Sgarbi -. Queste città dovrebbero fare un cartello come, ad esempio: ‘Padova non è patrimonio dell’Unesco’, così li mandano affanculo”.

Viterbo, una bellissima città che meriterebbe il riconoscimento Unesco come patrimonio dell’umanità. Parola del critico d’arte che, nemmeno una settimana fa, sembrava aver messo fine alla storia d’amore con la città dei Papi.

Nei giorni scorsi Sgarbi aveva sbroccato al telefono all’assessore alla cultura Giacomo Barelli. Lo aveva fatto di fronte alle telecamere di Repubblica Tv, che avevano ripreso tutto. Il video è eloquente.

Motivo del contendere, una mostra che il critico aveva proposto per Natale a costo quasi zero. Ma da Viterbo non gli avevano fatto sapere che non la volevano. Morale della favola: rottura totale.

“Se non volete fare la cosa di Francis Bacon ditelo, la faccio da un’altra parte – dice al telefono Sgarbi a Barelli -. Non è che potete prendere per il culo. Rompete i coglioni e poi scopro che fate un’altra cosa e che non v’interessa più. Uno costruisce una cosa apposta per voi, e abbiate almeno il buonsenso di comunicarlo. Ditemelo. La faccio altrove la mostra, a 15 chilometri. La faccio a Orte”.

Barelli prova a replicare, ma Sgarbi è una furia. “Se avete una cosa gratis e non siete capaci di farla, non mi rompete i coglioni. Imparate la buona educazione. Vi costruisco una cosa a costo zero. Andate a fare in culo. Non chiamatemi più. Queste teste di cazzo”.

La telefonata finisce, la sfuriata del critico no. “Non li voglio più sentire nominare – continua Sgarbi -, mai più. Tolgano il mio nome dalla loro cazzo di città europea della cultura”. La candidatura che il critico aveva appoggiato. “Questi qui – osserva Sgarbi riferendosi all’amministrazione comunale – non hanno una cazzo di lira e ti chiedono di fare le cose gratis”.

Così la love story tra Sgarbi e Viterbo sembrava esser finita. Almeno fino a ieri, quando per il critico il capoluogo della Tuscia è tornato a essere una “città bellissima che meriterebbe la candidatura Unesco”.


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