Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Forse è arrivato il momento di fare qualche considerazione sullo stato attuale di Viterbo centro. Perché?
Perché sono ormai tre anni che abbiamo intrapreso rapporti con l’amministrazione, cosa straordinaria perché si è visto per la prima volta piu’ di cento esercizi commerciali uniti per suggerire e far presenti alcune esigenze ampiamente condivise tra di noi che forse potevano migliorare le nostri sorti e quelle della città visto che ormai siamo gli unici ad operare in centro con la consapevolezza certa che senza di noi, a Viterbo, ci sarebbe il buio più profondo.
Ecco, partiamo proprio da qui, l’illuminazione pubblica: se ci siamo ormai abituati al passaggio alle luci a led che di certo non ha migliorato la cosa tutti abbiamo constatato che via Marconi, piazza del Sacrario e diverse altre zone sono completamente al buio e ciò sappiamo bene tutti i disagi che comporta, soprattutto problemi di sicurezza che questa situazione genera, considerando che queste zone sono diventate un ricettacolo di gruppi avvezzi all’uso di alcol e forse altro che non invita certo alla passeggiata della “Viterbo bene”.
Sottolineo che da tre anni questa situazione l’ho fatta presente a chi di dovere, cioè ai tre assessori che già si sono alternati alla specifica competenza: Saraconi, Vannini e Tofani, se i primi due avendo profuso grande sensibilità a riguardo ahimé hanno l’alibi di essere durati poco per realizzare il nostro sogno (di vedere la zona decentemente illuminata), l’architetto Tofani e il sindaco in persona hanno rimandato la questione all’ingegner Cornacchia, quale esperto e responsabile della materia che io ho contattato personalmente e ovviamente sollecitato a fornirci una soluzione, il quale me l’ha competentemente fornita, anche in maniera molto semplice, ma dopo un anno ancora nulla di fatto, di chi sarà la colpa?
Sicuramente mia, dicono dalla base, forse perché non ho mostrato i muscoli e i denti.
Altra questione veramente ridicola sempre a via Marconi, quanti sanno che a via Marconi si passa con l’auto tutta la settimana tranne la domenica e i festivi che diventa Ztl? Forse pochi e per sua candida ammissione e mia grande sorpresa neanche il sindaco; ora vi spiego cosa c’entra: il nostro obbiettivo avrebbe dovuto essere, visto il disagio della carenza di posti auto all’interno della città e a ridosso delle mura da tutti lamentato, quello di facilitare l’accesso al parcheggio del sacrario che ad oggi conta una media tutti i giorni escluso il weekend, oggettivamente riscontrato sui cartelli dell’infomobilità, di 250 posti liberi e i clienti commentano questo fenomeno lamentandosi che non è facile l’accesso al parcheggio del Sacrario, “Da dove si passa?” “Ma è scomodo fare i vicoli per arrivarci” dicono.
Ora il problema da dove origina? Da un cartello sibillino posto all’inizio di via Marconi che mostra il segno di divieto che in realtà il divieto è solo per la domenica e i festivi, così chi lo legge non osa passare di lì (via Marconi) per paura di essere multati, per questo ho chiesto già tre anni fa di mettere un semaforo verde acceso per far capire che di lì si può passare per accedere comodamente al parcheggio, spesa 100/200 euro? Risultato: da tre anni ancora non abbiamo ottenuto nulla e non so perché.
Parliamo dell’infomobilità: chiesi all’assessore di fare in modo che il benedetto parcheggio del Sacrario venisse adeguatamente pubblicizzato affinché con poco disagio per tutti fosse possibile fruirne, il risultato è che viene menzionato solo nel cartello luminoso a porta Fiorentina e non nell’incrocio del sottopasso su viale raniero Capocci, che è la via più breve per raggiungerlo, passando proprio da via Marconi.
In ogni città che si rispetti i parcheggi che servono il centro storico sono ampiamente indicati nella cartellonistica stradale negli ingressi propri della città, da noi no, ma del resto non è l’unica segnaletica che manca lungo le vie principali e piazze non sono indicate neanche le mete di interesse turistico, ma questo è ancora un altro problema.
Non pago di queste richieste e con la responsabilità dell’investitura che mi hanno dato i colleghi ho protocollato queste esigenze il 13 maggio 2016 in Comune, dopo averne parlato con tutti gli assessori, sindaco, vicesindaco e l’allora comandante dei vigili urbani della città, che peraltro a parole mi hanno mostrato tutta la disponibilità perché hanno riconosciuto essere richieste sacrosante, a costo zero e soprattutto fattibilissime.
Oltre quanto precedentemente esposto ho chiesto di posticipare di mezz’ora l’apertura del varco Ztl lungo Corso Italia per evitare che chi esce dai negozi all’orario di chiusura venga investito dalle auto che transitano.
Ho chiesto di offrire la prima ora gratis nel parcheggio del Sacrario per incentivarne la fruibilità, proprio i viterbesi infatti si lamentano di dover pagare la sosta per passeggiare al centro storico. Per questo ci siamo offerti tramite l’assessore Perà anche noi commercianti di poter offrire noi stessi il parcheggio gratis a chiunque faccia spesa in centro, ma sembra che tecnicamente non sia proprio possibile neanche questa nostra lodevole liberalità.
Altre richieste contenute nel documento vertevano sull’ambiente pubblico: disinfettazione settimanale delle vie e angoli dove purtroppo i cani fanno i loro bisogni specialmente nel periodo estivo, il servizio sembra essere stato attivato ad ottobre senza alcun programma specifico quando ormai con la pioggia della stagione era meno urgente.
Altra richiesta l’istallazione di cestini appositi per deiezione animali soprattutto nei vicoli dove i residenti la mattina fanno fare i bisogni ai propri cani.
Altra richiesta: disinfettazione e svuotamento dei tombini, derattizzazione, richiesta di un operatore ecologico di quartiere per sopravvenienza come svuotare i cestini il sabato sera prima che la città si riempia per la movida notturna.
Ripeto cose sacrosante che ho anche vergogna che debba essere io a chiedere e delle quali in tre anni non abbiamo ottenuto ancora nulla di visibile.
Non vorrei dilungarmi ancora, ma capirete tutti che siamo ancora ridotti all’abc di una città civile e a misura d’uomo, non abbiamo chiesto un teatro fiorente, un multisala al cinema Genio, un locale tra quelli abbandonati dove le famiglie possano lasciare i propri bimbi in sicurezza per poter loro fare shopping tranquillamente, ma almeno iniziare dall’abc.
Si sono affacciati recentemente nuovi investitori a Viterbo che oltre a contribuire all’animazione e creare attrattive in centro ci auguriamo possano sensibilizzare ulteriormente questa amministrazione ed affiancarci nelle nostre basilari richieste.
È di oggi la notizia che un certo Giulio Michelini, forse figlio del nostro sindaco ha scritto una frase offensiva su Facebook contro Viterbo e indirizzata nello specifico ai commercianti. Ora io sono stato contattato da più parti per reagire a questo spiacevole episodio.
Non cadremo mai così in basso da commentare il pensiero di un ragazzo con opinioni magari anche sbagliate e irriverenti verso la tutta la città; se riterrà opportuno, sempre se è vero, dovrà essere il sindaco a scusarsi o a far scusare pubblicamente suo figlio.
Ma lo ripeto quello che ci preme è che il sindaco capisca le nostre reali esigenze che coincidono con quelle di tutta la cittadinanza: di riavere una città fruibile con tutti i servizi necessari.
Non siamo disposti a prestarci a sterili polemiche personali o strumentalizzazioni politiche da cui ci siamo sempre astenuti.
Associazione Facciamo centro

