Viterbo – “All’Ater non si trovava più bene. Viveva in una situazione di perenne conflitto con l’allora direttore Ugo Gigli e mi chiese se fosse possibile trovarle un lavoro al Genio Civile perché lì non riusciva più a starci”.
A raccontare ai giudici lo sfogo di dell’ingegnera Angela Birindelli è l’assessore regionale Fabio Refrigeri, ascoltato ieri mattina come testimone nel processo che vede Gigli alla sbarra per diffamazione, falso, abuso d’ufficio, calunnia e soppressione di documenti insieme alla direttrice di area tecnica Valentina Fraticelli, accusata solo di abuso d’ufficio.
“Bussò alla mia porta a maggio del 2013 – dice l’assessore alle Politiche abitative della Pisana – per dirmi che viveva una situazione conflittuale all’Ater e voleva trovare un’alternativa professionale”.
Una deposizione di pochissimi minuti, quella di Refrigeri, quanto basta per raccontare il malcontento della Birindelli a frequentare gli uffici di via Garbini.
L’ingegnera, che si è costituita parte civile insieme all’ex presidente Gabriela Grassini e all’Ater, lamentava un comportamento persecutorio e scorretto dell’ex direttore. Secondo l’accusa Gigli avrebbe nascosto o distrutto le sue richieste di autorizzazione ad alcuni incarichi esterni, fino ad arrivare al licenziamento.
L’assessore non entra nei particolari, ma non nasconde di sapere che tra i due ci fosse conflittualità.
“Lei si sfogò con me solo in quell’occasione – continua -, poi tramite la stampa seppi che nei mesi successivi c’era stata nei suoi confronti prima una sospensione e, in seguito, il licenziamento dall’Ater. Quanto a Gigli, invece, ricordo di aver avuto un colloquio con lui nel 2014 con lo scopo di trovare una soluzione per calmare le acque”.
La soluzione, evidentemente, non si trovò, ma la regione comunque decise di non prendere le parti di nessuno.
“Il mio assessorato – precisa Fabio Refrigeri – non prese alcun provvedimento nei confronti di Gigli in seguito alle lamentele di Angela Birindelli. Io, ripeto, ho soltanto provato ad avere un colloquio con l’allora direttore dell’Ater per placare gli animi. Niente di più”.
Con la deposizione dell’assessore alle Politiche abitative della regione Lazio si è concluso l’ascolto in aula dei testimoni del pm Fabrizio Tucci. Alla prossima udienza, a novembre del 2017, toccherà a quelli della parte civile, poi sarà la volta dell’esame degli imputati e, nel 2018, dei testi della difesa.
Per arrivare a una sentenza, quindi, bisognerà attendere come minimo altri due anni circa.
“Hanno avuto tanta fretta di trascinarmi in tribunale per cose che non ho fatto – commenta a margine dell’udienza Ugo Gigli – e poi si rimane impantanati per tutto questo tempo. Ma io non mi arrendo, aspetteremo il tempo che ci vuole e chi vivrà, vedrà…”


