Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il Black Friday è passato dalla rete alle strade. Quasi un negozio su quattro quest’anno ha partecipato alle promozioni del “Venerdì Nero” e un altro 33 cento è interessato ad aderire in futuro.
Quest’anno il fenomeno ha riguardato anche il capoluogo della provincia di Viterbo.
La Confesercenti continua ad avanzare dubbi sulla giornata, che si scontra con le norme che in molte regioni vietano pre-saldi nei 30 giorni precedenti al Natale.
Proprio per questo gli incrementi di vendite per i commercianti sono stati pochi. Risultati tangibili, alla prova dei fatti, si sono avuti solo per l’ECommerce. E nonostante la liceità delle giornate di super sconti sia quantomeno dubbia, i risultati per il commercio nelle zone del centro a Viterbo non sono stati quelli attesi.
“Il rischio – dichiara Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti di Viterbo- è, dunque, che si potrebbe incorrere anche in sanzioni a quello che, di fatto, è stato il pre-saldo natalizio. I commercianti chiedono regole certe e, soprattutto, parità di trattamento con il commercio sul web, che, invece, ha evidentemente carta bianca sulle promozioni. Un disequilibrio – aggiunge Peparello – che porta ad una forma di concorrenza sleale, soprattutto per il fatto – come più volte ha dichiarato – che pre-saldi, vendite promozionali e vendite on line favoriscono ulteriormente la grande distribuzione. Sarebbe opportuno – aggiunge il presidente della Confesercenti di Viterbo – intervenire dal punto di vista legislativo, per evitare che il Venerdì Nero non mandi in rosso il commercio tradizionale. E recuperi le sue radici tradizionali: negli Usa, dove è nato, è infatti tipico del commercio al dettagliol fisico, ed è considerato un valido indicatore sia sulla predisposizione degli acquisti, sia, indirettamente, sulla capacità di spesa dei conumattori”.
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