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“Il canile di Bagnaia non è chiuso”

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Canile di Bagnaia - La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia – La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia - La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia – La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia - La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia – La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia - La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia – La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia - La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Canile di Bagnaia – La vicesindaca Luisa Ciambella con Elvia Viglino

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo –  Mi dispiace leggere una versione dei fatti lontana dalla realtà. Non so quale meccanismo scatti, purtroppo però la presidente dell’associazione Amici Animali Elvia Viglino illustra una situazione che non corrisponde a verità.

Tra l’altro stupiscono le parole pronunciate da una persona che tanto ha fatto per l’associazione che rappresenta, per il canile e per gli ospiti della struttura.

Il canile di Bagnaia non è chiuso. Non sarebbe possibile, visto che per legge il Comune è tenuto a garantire il servizio. Servizio che non è discrezionale, ma, per l’appunto, deve essere fornito rispettando appieno la legge.

L’amministrazione Michelini, il sindaco in primis, non ha mai avuto in animo la chiusura del canile di Bagnaia. Si è però trovata a gestire una serie di problematiche e di illegittimità che certo vengono da lontano.

Senza addossare colpe, onestamente, andrebbe riconosciuto che l’ubicazione di tale canile non risulta essere la più idonea: sia per la difficoltà nel raggiungimento della struttura, sia per la serie di vincoli idrogeologici e paesistici che insistono sulla zona.

L’amministrazione, oggi, si trova in una fase ben precisa: ha chiesto un approfondimento dal punto di vista urbanistico, per arrivare a una conferenza dei servizi con tutte le parti interessate, a partire dalla Asl, con lo stesso comune, e assumere una decisione definitiva.

Con tale conferenza l’amministrazione dovrà essere messa in condizione di fare una scelta, che rispetti la legge, e poi naturalmente il benessere degli animali.

Il servizio non sarà interrotto al 31 dicembre. In attesa di questi chiarimenti l’amministrazione conta di risolvere la situazione entro i primi mesi del 2017.

Il comune, nonostante tutto, auspica di poter mantenere il canile nell’attuale sede.

Purtroppo però questa volontà amministrativa non basta a superare tutti gli ostacoli che oggettivamente ci sono.

Il comune  deve attenersi a quanto previsto dalla legge regionale del 2006, unica normativa in vigore. Oltre a garantire il servizio, l’ente ha anche l’obbligo di controllare e verificare che ci sia da parte del canile stesso una gestione economica oculata.

Una priorità questa nel rispetto di tutti i cittadini.

Per quanto riguarda invece la realizzazione del parco canile, va detto che, pur condividendone le finalità, l’amministrazione deve prendere atto che non esiste una normativa regionale in merito e che la corrispondenza tra lo stesso comune di Viterbo e la Regione Lazio, ad oggi, non ha prodotto un risultato certo.

Prima ancora di definire la questione, il comune deve verificare e accertare la legittimità dell’attuale sede del canile in strada Novepani.

Acquisire il riconoscimento di parco canile, lo ribadisco, non dà diritto ad alcuna sanatoria su ciò che non va.  Nei mesi scorsi ho incontrato i rappresentanti di molte associazioni animaliste che sostengono la causa del parco canile. Rispetto al mancato incontro con la presidente di Amici Animali, mi sembra strano non aver dato seguito a una richiesta di appuntamento. E aggiungo, ogni volta che la signora Viglino è venuta in comune, anche senza appuntamento, è stata comunque ricevuta dalla sottoscritta.

Luisa Ciambella
Assessore al Patrimonio


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