Montefiascone – (f.b.) – Lui ubriaco e fuori di sé. Lei talmente spaventata da rifugiarsi a casa dei suoceri con la figlioletta di tre anni.
E’ la delicatissima situazione che si sono trovati di fronte i carabinieri intervenuti dopo la richiesta di aiuto di una donna il 25 agosto di quattro anni fa.
Il compagno, ora alla sbarra per maltrattamenti in famiglia ed estorsione, soffriva di una pesantissima dipendenza dall’alcol per la quale sta seguendo un percorso di riabilitazione in una struttura specifica.
“Lui è così – racconta rassegnata la vittima -. Quando beve diventa scontroso. Ogni volta è la stessa storia”. Un copione andato in scena così tante volte tra le quattro mura domestiche, che la signora sembra non stupirsene troppo. Per lei è la normalità.
Al punto che deve chiedere al pubblico ministero che la sta interrogando in tribunale di quale episodio si stia parlando.
“E’ successo così tante volte che ora non saprei entrare nello specifico – spiega -. Comunque ora sta meglio. Da circa due anni si trova in una casa di cura per chi ha problemi di alcolismo a Palombara Sabina ed è molto migliorato, quasi guarito da quello che dicono i dottori”.
La donna, nonostante le violenze subìte, alcune delle quali la spinsero addirittura a richiedere l’aiuto delle forze dell’ordine, non lo ha lasciato. Continua ad andarlo a trovare e aspetta il giorno in cui, una volta guarito, possa tornare a casa.
“Abbiamo una bambina – sottolinea – che ora ha sette anni. Per lei e con lei vado a fargli visita periodicamente”.
Quella bambina il 25 agosto del 2012 era in casa al momento dell’aggressione. Quando arrivarono i militari si era rifugiata insieme a sua madre nella casa dei nonni paterni, al piano di sopra rispetto all’abitazione in cui l’uomo aveva dato in escandescenza.
“Lo conoscevamo bene – ricorda uno dei carabinieri al giudice – e sapevamo quanto potesse essere pericoloso da ubriaco. Era anche ben messo fisicamente e quindi non era facile bloccarlo e contenerlo. Appena ci ha visto arrivare ci ha insultati pesantemente: ‘Che cazzo volete? Vi ammazzo tutti’ ha farfugliato, ma poi con molta calma siamo riusciti a farlo ragionare e a portarlo in caserma”.
Oggi, più di quattro anni dopo quell’episodio, sembra che le condizioni di salute dell’uomo stiano migliorando. Probabilmente uscirà presto dalla struttura che lo ospita e continuerà una terapia di disintossicazione dall’alcol da casa, seguito dal Sert.
Intanto però il processo a suo carico va avanti. La prossima udienza è stata fissata a maggio.
