Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la replica dell’assessora Cimabella presidente del gruppo ciclistico Mario Proietti in merito alla chiusura di Palazzo Donna Olimpia in via San Pietro.
Ho letto le parole del presidente del gruppo ciclistico Mario Proietti e sinceramente sono rimasta un po’ sorpresa.
Mi dispiace che si sia creato un disguido nella ricezione da parte del gruppo ciclistico della nostra comunicazione.
Ci tengo a precisare che il Comune, subito dopo la chiusura di palazzo Donna Olimpia, ha avvisato tutte le ventinove realtà associative con sede all’interno dell’edificio.
Una comunicazione ufficiale che risulta essere stata notificata al gruppo ciclisti in data 2 novembre tramite il personale del comando di polizia locale.
Una nota con dettagli sul sopralluogo e sulle verifiche fornita dagli uffici del settore Patrimonio che ha accompagnato le due ordinanze emanate dal sindaco, subito dopo la scossa di terremoto avvertita anche a Viterbo lo scorso 30 ottobre: una prima ordinanza il giorno stesso del sisma e l’altra il giorno successivo.
Con entrambe le ordinanze veniva disposta l’inibizione del palazzo Donna Olimpia a partire dal 30 ottobre, fino alla conclusione delle verifiche tecniche necessarie ad accertare le condizioni di staticità e sicurezza dell’immobile.
Con la stessa nota del settore Patrimonio, inoltre, veniva comunicata alle associazioni, laddove ci fossero state comprovate e motivate esigenze, la possibilità di accedere ai locali assegnati. Il tutto previa intesa con gli uffici del servizio Patrimonio di cui sono stati forniti i recapiti di riferimento.
Il Comune, ci tengo a precisarlo, non sfratta nessuno.
Non appena verranno ultimati gli accertamenti tecnici ne sarà data puntuale comunicazione.
Va da sé che, al momento, per motivazioni legate alla staticità dell’immobile e alla sicurezza delle persone, l’edificio resterà chiuso.
L’auspicio del sindaco e anche il mio, in qualità di assessore al patrimonio, è quello di individuare una soluzione in breve tempo.
Non a caso la prossima settimana fisseremo una serie di incontri proprio con le associazioni coinvolte. Al momento, stiamo attendendo gli esiti di alcuni controlli da parte dei tecnici per capire se una parte dell’edificio potrà tornare fruibile.
Questo consentirebbe di restituire una sede ad alcune associazioni. Sull’altro fronte, ove possibile, stiamo cercando e valutando delle soluzioni alternative.
Luisa Ciambella
Assessora al patrimonio
