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“Una crisi economica, psicologica e fisica”

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Luigia Melaragni

Luigia Melaragni

Viterbo – “Una crisi economica, psicologica e fisica”.

Pur mettendocela tutta, Luigia Melaragni, non riesce a essere positiva sul futuro del paese. Sono ormai otto anni che se ne parla e per lei è un periodo davvero troppo lungo per sperare di tornare ai livelli economici di un tempo.

“Non è stato un anno positivo – dice Melaragni -. In base ai rapporti quotidiani che ho con le imprese, non ho segnali da parte loro che mi dicono che le cose stiano andando bene.

Le difficoltà, per lo meno nella nostra provincia, persistono, specie nell’edilizia”.

Melaragni sottolinea un aspetto, per lei, il più delle volte sottovalutato. “Riferendomi alle aziende artigianali, in cui l’imprenditore svolge direttamente l’attività, è il datore di lavoro e ha i dipendenti, anchequelle che hanno resistito o hanno avuto un fatturato stabile o comunque in piccola crescita, lo hanno fatto a caro prezzo, cioè lavorando a ritmi sostenuti. Gli imprenditori ono stressati e provati. Gli effetti della crisi si sentono dal punto di vista, non solo economico, ma anche psicologico e fisico.

Chi ha retto è perché si è sacrificato moltissimo, senza andare in ferie da anni. Imprenditori sempre di corsa, a rincorrere i pagamenti e fare attività per accaparrarsi nuovi clienti e nuovi lavori, che danno sempre meno soddisfazioni dal punto di vista economico e provocano stress, togliendo tempo alla vita privata. Un elemento che non viene analizzato, ma che, nella gestione delle aziende, incide”.

Importante per la segretaria di Cna è capire chi è pronto a investire. “Uno dei settori che, da questo punto di vista, dà più soddisfazione, è quello dell’agrolimentare e della trasformazione dei prodotti“.

C’è da lavorare a livello nazionale e locale. “Bene l’approvazione della legge di stabilità, però c’è da portare a termine la riforma della pubblica amministrazione con la conseguente semplificazione delle procedure. Per quanto riguarda la Regione, sono usciti fondi Por, strutturali ed europei e hanno partecipato aziende che vogliono investire e per cui speriamo che le pratiche procedano velocemente”.

Melaragni assicura un impegno sempre più intenso di Cna. “Continueremo a sostenere le aziende per renderle più competitive in questo mercato che è cambiato, aiutandole a introdurre elementi di innovazione. Stiamo lavorando già da questo periodo e proseguiremo per tutto il 2017 per accompagnare potenziali nuovi imprenditori all’apertura di attività.

La crisi ha infatti prodotto un fenomeno per cui chiudono le aziende, ma ne aprono tantissime altre, spesso come forme di atoimpiuego. E questo vogliamo incentivare per agevolare l’accesso al credito”.

Per lei, parlare di fine della crisi, è forse impossibile e non sa se definirsi più pessimista o realista. “Diciamo che c’è la crisi perché pensiamo a come era il paese prima di questo periodo.

Non è una visione negativa, ma ci dobbiamo rendere conto che la situazione è questa: che, forse, ci saranno degli elementi che ci aiuteranno a uscirne un po’, ma – conclude Melaragni – è dal 2008 che siamo in queste condizioni, ed è  comunque è impensabile tornare ai livelli di prima”.

Paola Pierdomenico


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