Viterbo – Mercoledì 7 dicembre 2016 la commissione Trasporti della camera ha approvato il testo del disegno di legge numero 1178 relativo alle “Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”.
Una proposta di legge presentata nel giugno 2013 che ha come primo obiettivo quello di salvaguardare alcuni tracciati ferroviari in disuso o in corso di dismissione e che attraversano luoghi di particolare interesse sotto il profilo culturale, naturalistico e turistico.
Il disegno di legge, inoltre, tende anche a tutelare il prezioso patrimonio architettonico costituito da tutte le opere d’arte che compongono tali linee ferroviarie (stazioni, magazzini, caselli, ponti, gallerie ecc.) e conseguente inalienabilità con la possibilità di istituire ferrovie turistiche da gestire in collaborazione con le realtà associative già esistenti e operanti nel territorio della Repubblica anche organizzando treni straordinari a carattere turistico.
Nel testo originario del 2013 non erano presenti, tra le altre, la ferrovia Civitavecchia-Capranica-Orte e la ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo.
Per fortuna, a seguito di diversi successivi emendamenti, la Civitavecchia-Capranica-Orte è rientrata a far parte del gruppo di ferrovie destinatarie del disegno di legge e dovrebbe essere utilizzata, in un futuro prossimo, per organizzare, insieme ai comuni interessati, treni storici e turistici finalizzati a trasportare visitatori nel nostro territorio, alla scoperta di bellezze paesaggistiche, tradizioni storiche e culinarie.
Ora servirebbe un altro piccolo sforzo, da parte dei nostri parlamentari eletti, per fare in modo che anche la ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo sia in qualche modo inserita nel disegno di legge e valorizzata almeno per la riproposizione del “Trenino turistico della Tuscia” e per la tutela del prezioso patrimonio architettonico e di tutto il materiale rotabile “storico” che possiede.
Nel testo approvato dalla Commissione trasporti, per fortuna, a seguito di emendamenti al testo originale, sono tutelati e considerati “rotabili storici” i mezzi ferroviari, motori e trainati, non più utilizzati per il normale esercizio commerciale “che abbiano compiuto il 50esimo anno dall’entrata in esercizio del primo esemplare o che abbiano compiuto il 25esimo anno dall’entrata in servizio del primo esemplare e che, per particolari caratteristiche tecniche, estetiche e industriali, siano testimonianza di significative evoluzioni nel campo del trasporto ferroviario nazionale”. Sono tutelate, inoltre, anche tutte le locomotive a vapore circolanti sulle ferrovie regionali, anche a scartamento ridotto.
Non si capisce allora come Atac Spa e la Regione Lazio abbiano fatto, visto che alla Camera dei Deputati si sta andando verso la tutela delle ferrovie storiche e dei treni storici, a pensare di poter rottamare un notevole patrimonio culturale, avente valore di civiltà, costituito dal materiale storico rotabile della ex Roma Nord che risale ai primissimi anni del Novecento, compresa la famosa carrozza del duce numero 59, sul quale hanno viaggiato da sempre i nostri bisnonni e le successive generazioni. Un “simbolo dell’Italia in viaggio” come ha affermato lo storico Giordano Bruno Guerri su “Il Giornale”.
Inserendo la ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo nella futura legge si darebbe un impulso di sviluppo e prosperità a tutti i comuni toccati dal tracciato ferroviario e, di conseguenza, anche ai territori limitrofi finora rimasti ai margini dei grandi flussi turistici.
La legge ora dovrà passare il vaglio della Camera.
Speriamo che i nostri parlamentari si attivino per migliorare questo strumento legislativo. Per la Tuscia significherebbe sviluppare quel turismo culturale e ferroviario che nel resto d’Europa rappresenta, già da anni, un notevole sviluppo economico anche a salvaguardia dei livelli occupazionali.
Silvio Cappelli







