Viterbo – Frode in commercio, assolti Catia ed Elio Marchetti.
Vennero rinviati a giudizio con l’accusa di aver venduto un’auto usata taroccandone il contachilometri; il tutto per aumentare il valore del mezzo. Per l’accusa si trattava di frode in commercio e falsità materiale.
Ieri il giudice Silvia Mattei ha assolto Catia ed Elio Marchetti, fratelli e noti imprenditori viterbesi del settore automobilistico.
I fatti risalgono al 2010. Della presunta frode ne avrebbe pagato le spese un ignaro cliente della concessionaria, costituitosi parte civile nel processo insieme al figlio. Solamente dopo aver acquistato l’auto, i due si sarebbero accorti che il veicolo aveva avuto una vita su strada più lunga di quella che i Marchetti gli avrebbero fatto credere.
Prima la denuncia e poi il rinvio a giudizio per i due fratelli. Un nuovo processo davanti al tribunale di Viterbo, che si affianca a quello sulla presunta maxievasione fiscale da 6 milioni di euro (il tribunale del Riesame l’ha fatta scendere a 4,5 milioni).
Ieri l’assoluzione, per frode in commercio e falsità materiale.

