![]() Viterbo – Il capannone inutilizzato e abbandonato, esistente all’interno della stazione in viale Trieste |
Viterbo – La carrozza del duce deve rimanere a Viterbo.
A seguito della nostra denuncia fatta nei giorni scorsi, ripresa da diverse testate giornalistiche nazionali, per l’imminente demolizione di diverse carrozze storiche della ferrovia ex Roma Nord, anche a seguito dell’interessamento della senatrice Laura Allegrini, alcuni giorni fa il direttore operazioni di Atac Alberto Giraudi ha comunicato a quest’ultima l’intenzione dell’azienda di scongiurare la demolizione della carrozza numero 59 utilizzata nel 1932 da Mussolini nel viaggio inaugurale della tratta ferroviaria Roma – Civitacastellana – Viterbo.
Video: Mussolini all’inaugurazione della ferrovia Roma Nord
A questo punto è iniziata la corsa per l’accaparramento della preziosa testimonianza storica: Domenico Morosini, patron di Villa Carpena a Forlì, dalle colonne del Resto del Carlino, sostiene di aver fatto già la richiesta e che “la società ci ha risposto positivamente. Ora si tratta di avviare tutte le pratiche burocratiche per sbrogliare la matassa e, dopo le feste natalizie, speriamo che l’operazione vada in porto”.
Anche Giorgio Frassineti, sindaco del Comune di Predappio, sempre dalle colonne del Resto del Carlino, sostiene che la “carrozza del duce” potrebbe anche finire all’esposizione museale all’ex casa del Fascio, il cui allestimento è in corso.
A Viterbo, di fatto, su iniziativa di alcuni volenterosi, si è già costituita un’associazione di scopo, alla quale potranno aderire tutti gli interessati, che è stata convocata nei locali dell’Atac il 13 gennaio prossimo per concordare il da farsi circa l’acquisizione e il restauro di questa importante carrozza.
“L’Atac, solo gestore – riferisce la promotrice dell’iniziativa senatrice Laura Allegrini – aveva a suo tempo intrapreso la procedura di demolizione su esplicita richiesta della Regione Lazio proprietaria dell’intera dotazione ed oggi per procedere allo storno del bene in oggetto deve intraprendere una procedura inversa e concordata sempre con la Regione Lazio. Giraudi mi confermato la disponibilità’ della Regione a procedere in tal senso ed ha convenuto sull’ importanza storica e culturale del bene, ma ha anche tenuto a precisare che, nel tempo, la carrozza ha subito diverse e pesanti modifiche”.
Io ritengo che la carrozza sulla quale il duce viaggiò il 28 ottobre 1932, in occasione dell’anniversario della marcia su Roma, debba essere conservata nel suo ambiente naturale. Vale a dire collocata sui binari in un posto ricompreso nella tratta tra Roma, Civitacastellana e Viterbo.
Un posto idoneo già esisterebbe e potrebbe essere il capannone inutilizzato e abbandonato, esistente all’interno della stazione di Viterbo in viale Trieste, dove fino a qualche tempo fa erano ricoverate le carrozze bisognose d’interventi di riparazione. Ci sono già i binari idonei, la carrozza starebbe al coperto, facilmente visitabile dalle persone interessate, magari collocata insieme al vagone postale numero 22, sempre della stessa epoca, già restaurato da Atac, attualmente fermo al primo binario della stazione viterbese.
E’ molto importante salvare la carrozza numero 59, quella del duce, ma più importante ancora è salvare l’intera linea ferroviaria nella sua completezza e, in particolare, valorizzare la tratta Civitacastellana – Viterbo. Questa linea soffre un po’ di più la scarsità di utenza, rispetto alla Roma – Civitacastellana, ed è per questo che è più a rischio di chiusura o, comunque, ad essere sempre più sottoutilizzata. Per contribuire alla valorizzazione di questa tratta, e aumentare il numero dei passeggeri paganti, potrebbero essere salvate tutte le diverse motrici d’epoca, con le carrozze di prima e di seconda classe, in modo da ricomporre il cosiddetto Trenino della Tuscia che, negli anni Settanta e Ottanta, fu una delle iniziative più riuscite dell’ente provinciale del Turismo di Viterbo diretto da Vincenzo Ceniti. In questo modo era valorizzato il territorio viterbese con conseguenti ricadute positive sui livelli occupazionali.
Al tempo erano utilizzati tre vagoni d’epoca, quelli con i sedili anni Trenta, più una motrice per portare i numerosi turisti partecipanti da Roma Piazzale Flaminio fino a Viterbo. Così il viaggiatore aveva la possibilità di ammirare le bellezze della Tuscia, di tutti i paesi con le stazioni lungo la tratta ferroviaria, con tanto di guide turistiche e degustazioni di prodotti tipici. Costo 13mila lire a persona tutto compreso.
Per adesso l’obiettivo è molto ambizioso e difficile da raggiungere. In altre parti d’Italia i trenini turistici sono già una realtà consolidata e produttiva. Resta da vedere cosa saremo capaci di fare noi nella Regione Lazio. Comunque le carrozze e le motrici, tutte, ex Roma Nord, non vanno demolite perché rappresentano una testimonianza materiale avente valore di civiltà. Anche a costo di mandarle a Villa Carpena o a Predappio.
Silvio Cappelli
Atac: nessuna intenzione di demolire la carrozza di Mussolini
Vertici aziendali impegnati per trovare una soluzione che salvaguardi la “Carrozza 59”
Con riferimento a notizie di stampa, Atac informa che il vertice aziendale, preso atto della storia e dello stato della carrozza con cui Mussolini inaugurò la ferrovia elettrica Roma-Viterbo, ha avviato tutte le possibili iniziative che, nell’ambito delle proprie competenze, possano supportare la salvaguardia del mezzo.
A tal proposito, ricordando che la proprietà della carrozza è della Regione Lazio, si sottolinea come la Regione stessa – per tramite dei suoi uffici tecnici di riferimento – abbia già espresso un preliminare parere positivo e che è previsto un incontro tra le parti già entro la prima metà di gennaio per definire il quadro e le soluzioni applicabili.
Ogni ricostruzione diversa da quanto sopra espresso è da ritenersi destituita di fondamento
Atac Spa



