Viterbo – La carrozza di Benito Mussolini finisce anche sul Resto del Carlino. Quella con cui il duce il 28 ottobre 1932 inaugurò la ferrovia elettrica Roma-Viterbo è destinata a essere demolita dall’Atac, ma come spiegano dal quotidiano, potrebbe essere salvata e finire nel giardino di Villa Carpena di Forlì, il Museo casa dei ricordi del duce.
Video: Mussolini all’inaugurazione della ferrovia Roma Nord
Da quelle parti le richieste sono già partite. “La domanda per avere la celebre carrozza 59 – spiega Domenico Morosini, patron del museo – su cui il duce aveva viaggiato per festeggiare l’anniversario della marcia su Roma, l’abbiamo fatta e la società ci ha risposto positivamente. Ora si tratta di avviare tutte le pratiche burocratiche per sbrogliare la matassa e, dopo le feste natalizie, speriamo che l’operazione vada in porto”.
Ma non è la sola destinazione possibile. La carrozza potrebbe anche finire all’esposizione museale all’ex casa del Fascio a Predappio, il cui allestimento è in corso. Una volta ristrutturato l’edificio. “Il comune – spiega il sindaco Giorgio Frassineti al Resto del Carlino – non può acquistare niente direttamente, però abbiamo affidato l’incarico di realizzare un progetto scientifico all’Istituto Parri di Bologna, che deciderà a suo tempo cosa mettere in esposizione”.
Sul quotidiano, le immagini di Tusciaweb sullo stato in cui versa oggi il mezzo di trasporto. Del quale sono ripercorse le tappe.
Nel 2014 l’Atac di Roma e Viterbo decide di disfarsi di vario materiale rotabile ferroviario, fra cui il vagone 59 usato da Mussolini nel 1932, fermo nella stazione di Viterbo, dove recentemente sono iniziati i lavori di smantellamento del materiale rotabile a opera della ditta Cofermet.
Parte subito la mobilitazione. Il patron di Villa Carpena, Morosini, ha chiesto d’ospitare il cimelio nel museo che si trova nei pressi di Forlì.
“Siamo disposti – racconta Morosini al quotidiano – a pagare il costo del trasporto, che potrebbe aggirarsi sui 5mila euro, senza gravare sul bilancio della società”.
Troverebbe posto accanto al prototipo dell’aereo che liberò Mussolini dal Gran Sasso. In segno di riconoscimento, sarebbe apposta una targa: “Donata da Atac spa”.


