Viterbo – “La politica non vuole bene alla città”.
Giancarlo Turchetti si dice stufo di dover parlare delle solite problematiche che, da anni, non trovano soluzione. Il segretario della Uil lancia una sfida alla politica locale per invertire la marcia e ripartire.
Un giudizio dell’anno appena trascorso.
“Non è che sia stato dei migliori – dice Turchetti – e, dal 2008 a oggi, è difficile trovarne uno buono. Il turismo è l’unica via di sviluppo del nostro territorio, che non ha industrializzazione, in cui l’agricoltura soffre e il commercio e i servizi sono saturi. Inoltre, l’edilizia, in questi otto anni, ha avuto il 50 per cento in meno degli addetti perché non si costruisce più. L’unica strada percorribile è quella del turismo, usufruendo delle bellezze che abbiamo a disposizione”.
A cosa si riferisce?
“Non parlo solo delle acque termali, ma anche alla città dei papi e alla parte medievale, poi, la storia degli Etruschi, ma anche i laghi, i mari e i Monti Cimini che tutti ci invidiano. Tante cose che non siamo in grado di valorizzare. Altri hanno fatto un impero solo su una pozza, noi proprio non ci riusciamo”.
Perché secondo lei?
“Per esempio perché ancora non abbiamo un collegamento veloce con Roma o col porto che, dal punto di vista del crocierismo, è il più importante del Mediterraneo. Non rintracciamo, invece, nessuno di tutti i turisti che si fermano a Civitavecchia. L’anno scorso erano due milioni e mezzo e sfido a dire quanti di quelli siano passati per Viterbo. Non siamo nei tour operator offerti sulla nave perché ci vuole più a raggiungerci che ad andare a Roma. Siamo, anche, costretti ad andare a Orte per avere un treno che con poco porti nella Capitale. Due ore per 75 km di ferrovia, è pazzesco, nemmeno nell’800”.
Di chi è la colpa?
“Della politica che prima ha fatto di Viterbo un dormitorio militare e poi non ha saputo invertire questa tendenza quando si doveva fare. E’ opportuno che tutti, istituzioni e parti sociali, facciano squadra come avviene nelle altre città per ottenere da Regione e governo le risorse necessarie per lo sviluppo del turismo che è il settore da promuovere”.
Il Caffeina Christmas village lo dimostra…
“Con questa manifestazione, la città ha fatto il pienone e si è rivitalizzato il centro. Veniamo apprezzati per la nostra storia, l’arte e la cultura”.
Infrastrutture e cos’altro manca alla Tuscia?
“Lo sviluppo dell’acqua termale, crediamo infatti che sia opportuno diversificare l’offerta, perché non ci deve essere solo quella l’acqua curativa, ma anche, per esempio, un parco o un centro per il benessere con lo scopo di creare strutture ricettive e far venire gente. Poi il centro storico…”.
Che fare per la sua valorizzazione?
“Attività artigianali tipiche del posto: dalle statuine di santa Rosa alla gastronomia locale. Le famose botteghe di mestiere che attirano i visitatori, perché sono sempre aperte e, tra un monumento e l’altro, permettono di fare shopping. Il cuore della città oggi è svuotato e le bellezze, che sono tutte concentrate lì, sono sottovalutate. La politica dovrebbe incentivare la detassazione fiscale per permettere alle attività di promuoversi”.
Sono anni che si parla sempre delle solite problematiche. Non vi siete stufati?
“Assolutamente sì e questo perché manca la volontà politica di cambiare. Noi come sindacati ci siamo e facciamo delle proposte per attirare l’attenzione su certi temi, ma poi è la politica che decide e non mi sembra che l’amministrazione possa fare di più di quello che ha fatto. Anche sulle cose che decidono loro, poi, vanno sotto… in commissione o in consiglio. Il comune è assente da questo punto di vista. Servono una maggioranza solida e un’opposizione costruttiva, perché si remare nella stessa direzione, se si vuole bene alla città, ma dubito che sia così. Ognuno pensa ai suoi interessi”.
Che farà per il 2017?
“Lancio questa sfida alle istituzioni per un progetto futuro che incrementi l’economia e l’occupazione della Tuscia – conclude Turchetti -. Ne guadagneremo tutti, i nostri giovani in primis”.
Paola Pierdomenico
