Viterbo – (p.p.) – “Accorpamento, soluzione migliore per il territorio”.
Domenico Merlani annuncia soddisfatto il via libera del consiglio camerale all’unificazione tra la camera di commercio viterbese e quella di Rieti.
La delibera è stata approvata all’unanimità. Ora si avvia l’iter che resta, però, subordinato al parere positivo del Mise, il ministero dello Sviluppo economico.
La sede resterà nella città dei papi e, per la presidenza, invece, si dovranno attendere le elezioni previste per il 2017.
“Il consiglio camerale – dice Merlani – ha portato all’ordine del giorno il progetto di accorpamento delle camere di commercio di Viterbo e Rieti. Erano presenti oltre i due terzi dei membri e il provvedimento è passato all’unanimità. Prende il via il percorso che vedrà, entro l’anno prossimo, unificare le due camere di commercio.
Ovviamente, tutto è condizionato e subordinato all’approvazione del Mise che deve dare il nulla osta sulla delibera di accorpamento per procedere alle nuove costituzioni.
Per il nostro territorio e, per tutto l’Alto Lazio, credo sia la soluzione migliore, anche perché, in questo modo, riusciamo a mantenere una rappresentanza vicina alle imprese su due territori omogenei che hanno tanti interessi in comune. Avremo quindi una camera di commercio più grande e importante. A Rieti, avevano già approvato lunedì, dandoci il “la” per avviare un percorso di responsabilità che è stato voluto da entrambe le parti”.
Dove avrà sede la nuova camera di commercio?
“La sede, per legge, è quella della Camera con maggior numero di imprese, quindi Viterbo. A Rieti, invece, ci sarà quella dell’azienda speciale, che verrà anch’essa accorpata”.
E per la presidenza?
“Quando si avvieranno le procedure di ricomposizione della nuova governance, con l’ok del ministero, si rimetterà in campo il nuovo consiglio che, a sua volta, eleggerà il nuovo presidente. Su quello ci saranno delle democratiche elezioni nel 2017.
Per il numero dei consiglieri, orientativamente, essendoci 62mila imprese complessive, di cui 44mila circa sono viterbesi e 18mila della Sabina, distribuite su un territorio di oltre 6mila chilometri quadrati, il rapporto è più o meno di 70 a 30. Teoricamente, avranno una rappresentanza maggiore i consiglieri provenienti dal viterbese”.
Era possibile evitare l’accorpamento?
“No – dice Merlani -, il 25 novembre il consiglio dei ministri ha approvato definitivamente la legge e noi non rientravamo nei parametri che erano di molto superiori. Nel Lazio, solo Roma può evitarlo perché, per farlo, ci vogliono più di 75mila imprese iscritte”.
Il processo è andato a buon fine…
“Con molta soddisfazione dei consiglieri e quindi l’anno prossimo si inizierà con il percorso di una camera più grande e più impegnativa”.
Ci saranno davvero risparmi?
“E’ un’eccellente soluzione che comporterà un piano di razionalizzazione anche nella ridondanza di incarichi e professionalità. I due enti lavoreranno sotto un unico tetto e ci sarà la possibilità di evitare sovrapposizioni numeriche sulle funzioni e, di conseguenza, ci saranno risparmi”.
Auspicava questa soluzione?
“Abbiamo ottenuto il massimo da una riforma che, all’inizio, sembrava penalizzare il territorio. Dovremo essere attenti a salvaguardare la sostenibilità economica e i livelli occupazionali. E’ una giornata storica, però, e possiamo dire con soddisfazione che, se verrà approvato definitivamente, l’accorpamento vedrà comunque Viterbo rappresentare un territorio importante. Infine – conclude Merlani – ci fa molto piacere lavorare con gli amici di Rieti che sono persone con le quali ci siamo sempre trovati molto bene”.
