Viterbo – (g.f.) – C’era una volta la Figc, all’epoca del Partito comunista, poi la Sinistra giovanile con i Ds e in epoca democratica, i Giovani democratici. Che però a Viterbo si sono persi un po’ per strada.
Forse poco valorizzati o forse per loro non c’è stato abbastanza spazio,
Ma i tempi cambiano e ieri sera, proprio sotto Natale, una cinquantina di ragazzi si sono ritrovati alla federazione provinciale. Spontaneamente, per far ripartire o far partire sul serio, il movimento di under 30 democratici.
Stavano pensando a un gruppo che fosse anche luogo d’incontro, da tempo. Poi c’è stato il referendum. E magari proprio la sconfitta li ha spinti ad accelerare i tempi. Non aspettare che passassero le feste.
Al primo incontro, insieme ai ragazzi, l’assessora Sonia Perà, la consigliera comunale Martina Minchella, Alessio Trani e Michele Bassanelli. C’è il vice segretario Pd Manuela Benedetti ma non il segretario Andrea Egidi. Impegni prefestivi.
Ma non ha fatto mancare il suo saluto. Lui che dalla Sinistra giovanile ha mosso i primi passi. Altri tempi.
“La vostra scelta è il fatto politico dell’anno”. Benedetti legge un suo saluto. Che non è solo un saluto.
Si rivolge con un linguaggio piuttosto diretto ai presenti. “Mandate a cagare i capi bastone – dice Egidi – il rapporto deve essere da pari a pari. Sentitevi a casa vostra. E a casa vostra non si chiede il permesso”.
S’incontrano, hanno le idee chiare. “Noi siamo qui – dice Nicola – e ci mettiamo la faccia.
Noi giovani, oltre a essere incazzati, non abbiamo nessuno con cui sfogarci, a parte social network. Distruggendoci con questa critica passiva, senza cambiare niente. Il Pd e i Giovani democratici non sono un comitato elettorale. Vogliamo essere una comunità”.
Al debutto, responsabili dei giovani regionali, tra cui il vice segretario Luca Fantini.





