Roma – Angelo Peruzzi a 360 gradi.
Tanti anni a difendere i pali di Roma, Verona, Juventus, Inter e Lazio e da fine luglio nuovo club manager proprio dei biancocelesti, l’ex portiere di Blera si è raccontato a Lazio style channel, piattaforma tematica dedicata ai tifosi delle Aquile.
Schietto e tranquillo come sempre, “Tyson” ha affrontato gli argomenti più disparati con la sincerità che da sempre lo contraddistingue e senza tirarsi indietro.
“Ritengo di essere una persona tranquilla – ha esordito Peruzzi – e anche un uomo fortunato, visto che nella vita ho fatto quello che mi piaceva fare. Ho giocato a calcio e ho una bellissima famiglia. I miei figli? Sono due. Il maschio ha la passione per il calcio e gioca portiere nella squadra del paese. La femmina fa tutt’altro”.
Subito dopo il racconto di una vita tra i pali, partendo dall’esperienza a Verona.
“Avevo 18 anni – ha spiegato Peruzzi – ed è stata una bellissima esperienza. L’anno dopo è stato molto travagliato perché c’è stata la squalifica. Poi nella sfortuna ho avuto la fortuna di andare alla Juventus, una delle squadre più forti d’Italia. A fine carriera la Lazio. Dopo sette anni non puoi dire che è andato sempre tutto bene, sarei ipocrita. Penso di aver dato tanto alla Lazio, così come ho ricevuto.
Quando ho deciso di smettere non è stata una cosa arrivata dall’oggi al domani, ci ho pensato per tutta la stagione. Avevo diversi problemi fisici e quando uno va al campo di allenamento e vorrebbe allenarsi per bene e sa che non lo può fare perché ha questo o quel problema allora è giusto smettere. Non ho rimorsi o rimpianti, però pensavo che specialmente il primo anno mi sarei dato alla pazza gioia. Sarei stato più con la famiglia dopo 20 anni che giocavo a calcio. Avrei vissuto al mio paese tranquillamente e avrei visto quello che succedeva”.
Promessa mantenuta quella di Peruzzi, tornato nella sua Blera dove vive tuttora senza rimpianti.
“Nel tempo libero – ha raccontato Peruzzi- principalmente sto a casa e con la mia famiglia. Mi piace molto la campagna e sto fuori dal paese nella mia casa vicino Blera. Qualcuno mi dà del contadino, ma per me è un complimento”.
Infine il suo nuovo ruolo alla Lazio, accolto con entusiasmo, serietà e altre personalità viterbesi.
“Per me è un lavoro totalmente nuovo – ha concluso Peruzzi – perché ovviamente non l’ho mai fatto. Dove ho incontrato delle difficoltà, voglio fare bene. Cerco di dare tutto me stesso per cercare di dare quel qualcosa in più alla società. La prima volta che ho incontrato i giocatori gli ho detto che qualsiasi problematica che avevano, di qualunque natura, me la venissero a dire e io avrei fatto di tutto per risolverla.
Ho fatto anche l’allenatore ma secondo me non era il mio ruolo. La Lazio ha un’anima viterbese, ci sono Farris e Lombardi ma anche Rossi in Primavera. Fino ad ora c’era solo Bonucci in serie A e fa piacere, perché sono sempre stato legatissimo alla mia terra”.

