Viterbo – A Natale vince la tradizione, almeno a tavola.
Per il pranzo del 25 dicembre, nella Tuscia si cucinano piatti tradizionali. Tra i fornelli si va sul classico per l’84% degli abitanti della Tuscia. Il restante 16% ha altro in menù. Gusti diversi, derivanti da culture diverse.
A svelarlo è l’indagine Confesercenti commissionata a Swg, che sforna anche la pietanza più in voga. Resta la pasta alle noci. Per il 17% degli intervistati.
Sommandola a cannelloni, stracciatella, pasta al forno, lasagne e tortelli, si arriva al 38%. Ma anche i secondi vanno forte. Baccalà, scampi, anguilla, frittura mista e legumi, arrivano sulle tavole al 27% dei viterbesi. Quindi agnello, coniglio, pollame, bovini e suino con il 18%.
Per garantire una buona riuscita delle pietanze, si preferiscono prodotti locali. Rispetto al 2015, cresce il consumo di olio extravergine d’oliva, formaggi, prodotti sott’olio, confetture, vino e frutta secca.
Al pranzo del 25, i viterbesi ci arrivano speranzosi (47%), ma anche sfiduciati (22%), rassegnati (18%) e indignati (8%). Addirittura una piccola percentuale è impaurita (5%).
Nonostante i sentimenti contrastanti, il Natale 2016 è visto in modo identico rispetto a quello di un anno fa (48%), migliore per il 23%, peggiore per il 29%.
