Tarquinia – Pesca di frodo, sequestrati seimila ricci.
Nel corso della notte appena trascorsa, è stata portata a termine la più importante operazione del 2016 nel contrasto alla pesca di frodo dei ricci di mare da parte della capitaneria di porto di Civitavecchia.
Il personale della guardia costiera, sulla base di attività di intelligence che deponeva, negli ultimi giorni, per movimenti sospetti nella zona delle Saline di Tarquinia, ha messo in atto una mirata azione con una serie di appostamenti per cogliere sul fatto i pescatori abusivi.
Sei di loro sono così finiti nella rete della capitaneria: in quattro si erano suddivisi lo specchio acqueo per razziare quanti più ricci, e altri due si erano nascosti a breve distanza con il preciso compito di fare da palo all’illecita attività in corso.
Con circospezione e arrivando da più punti, la pattuglia della guardia costiera ha bloccato contemporaneamente tutti i soggetti, con il supporto anche dei carabinieri di Tarquinia e, trattandosi di un’area di particolare tutela ambientale, anche del corpo forestale dello Stato.
Il risultato dell’operazione ha permesso di contare 6000 ricci sequestrati, e prontamente rigettati in mare per favorire il ripopolamento dell’ecosistema marino, oltre alla confisca di tutte le attrezzature utilizzate per l’abusivo esercizio di pesca.
Il complesso delle quattro sanzioni elevate in violazione della normativa ha raggiunto la cifra di 16mila euro a carico dei contravventori, che dovranno così rinunciare al criminale intento di smerciare il prezioso carico nel periodo natalizio, tradizionalmente molto remunerativo.
Si ricorda, ancora una volta, che i ricci di mare possono essere pescati, in attività sportiva, in misura di 50 esemplari a persona, in apnea, in orari diurni e senza l’ausilio di autorespiratori.

