Viterbo – Zingaretti e Civita arrivano a Viterbo e portano sessanta bus Cotral. A rate. Intanto cinque. Altri ne arriveranno.
Al capolinea al Riello del Cotral la consegna, ma senza presidente e assessore.
I due s’intrattengono alla Corte delle Terme dei Papi, per il bilancio del 2016. Poi, da parte del presidente della regione Nicola Zingaretti e dell’assessore Michele Civita, è tempo di parlare con gli esponenti Pd, quindi il brindisi finale.
Ci sono i consiglieri regionali Pd del territorio, Enrico Panunzi e Riccardo Valentini, in sala il sindaco Michelini, assessori comunali e amministratori da tutta la provincia. E ovviamente, il segretario provinciale Andrea Egidi.
Tanta amministrazione, poca politica: “Faccio il presidente della regione”. Precisa Zingaretti. Ma sul momento non facile che sta attraversando il suo partito, dopo la sconfitta al referendum, qualcosa la dice.
“Sta a noi non piangerci addosso – spiega Zingaretti – nella confusione legge elettorale, nel Pd ci siamo illusi che si potesse vivere da soli. Invece la società è più ricca. Ci sono persone da abbracciare per fare cammino insieme. Non possiamo andare da soli, mentre altri si coalizzano”.
Nicola Zingaretti si guarda indietro. Un bilancio non solo degli ultimi 365 giorni, torna anche al 2013. Una sorta di prova generale di consuntivo fine mandato. Nel 2018 si torna al voto.
Il bilancio è in fase d’approvazione. In queste ore in consiglio regionale. “Sarà il primo bilancio di una regione normale – osserva Zingaretti – sapendo che nel frattempo tutto è cambiato.
Non c’è più una regione mucca che dà tutto, fondandosi però sui debiti”. E se si parla di passato e di debiti, lo spettro è quello della sanità.
“Nel 2013 – ricorda Zingaretti – avevamo un disavanzo di 800 milioni. Oggi siamo scesi a 150 e puntiamo a tornare in attivo. Con un’insolvenza finanziaria che è stata la causa dell’irresponsabile commissariamento della sanità, con il taglio alle assunzioni”.
Zingaretti rivendica pure in questo caso un’inversione di tendenza. “Quando siamo arrivati – spiega il presidente – c’erano sessanta assunzioni l’anno, oggi siamo a 700. Il prossimo andremo oltre mille”.
Nonostante un pesante fardello. “Sul Lazio pesa il passato – ricorda Zingaretti – la Lombardia, che ha il doppio del pil rispetto al Lazio, paga mutui per debiti contratti in passato pari a 80 milioni di euro. Noi siamo a quota un miliardo e 200 milioni”.
Quindi ricorda il ticket regionale che scompare e l’Irpef. In bilancio, aliquote ridotte per le fasce più deboli.
Con il patto per il Lazio sottoscritto con il governo, i finanziamenti su ferrovia, i lavori straordinari in dodici comuni per un miliardo e 200 milioni, i fondi europei. Partono i bandi.
Il bilancio regionale e quello di Roma. Bocciato. Giusto un accenno e tanti auguri di buone feste anche alla sindaca Raggi.
E’ l’assessore Civita a salire sui bus. “Ne arriveranno sessanta a Viterbo – anticipa Civita – intanto oggi ne consegnamo cinque, altri tredici entro gennaio. Sono 340 in totale nel Lazio, acquistati”.
Giuseppe Ferlicca





