Viterbo – (p.p.) – “Un incontro per fare il punto sui ricorsi in atto e da intraprendere”.
Non ci sono pause nell’azione di Silvia Somigli. Il segretario generale della Uil scuola da tempo combatte in prima linea per chi lavora in questo settore. Da mesi, in collaborazione con lo studio legale Pistilli, ha intrapreso battaglie, proprio, per tutelare i loro diritti.
“Mettendo appunto al centro la persona”, come lei stessa tiene a precisare.
Il 7 dicembre alle 16,30, al Giardino del Papero, in via del Giglio 3 a Viterbo, è in programma un incontro informativo.
“La Uil scuola – dice Somigli – tutela i propri iscritti, docenti o Ata, precari o immessi in ruolo che vogliono riconosciuti i loro diritti.
E’ un sindacato che, nella sua azione, ha a cuore soltanto la persona ed è a questa che noi rivolgiamo tutta la nostra attenzione. Chi ci conosce, sa che è il nostro modo di agire”.
Cosa state facendo in questa direzione?
“Mercoledì 7 dicembre, appunto, al Giardino del Papero ci sarà un incontro per fare il punto sui ricorsi intrapresi. E’ un modo per coinvolgere chi ha dato fiducia al sindacato e allo studio legale Pistilli che sta seguendo, con noi, questo capitolo di difesa di situazioni che sono ancora in atto e che attendono una sentenza”.
Qualche esempio?
“Il provvedimento per i lavoratori della scuola, docenti o Ata, precari o immessi in ruolo, che vogliono ottenere il riconoscimento dell’intera anzianità maturata, ai fini giuridici ed economici, in virtù del servizio prestato alle dipendenze del Miur e per istituti paritari.
Proprio per loro, abbiamo richiesto l’esatto inquadramento in virtù del raggiungimento dello scaglione al tempo previsto (e quindi se possibile anche con il miglior inquadramento di cui al Ccnl previgente) e il pagamento delle differenze retributive maturate sugli stipendi percepiti da precario e sul recupero di tutti gli anni di preruolo in sede di ricostruzione di carriera.
Forniremo quindi aggiornamenti in merito ai giudizi già in essere, sia in punto di violazione del diritto dell’Unione europea da parte del Miur in tema di precariato, sia in merito ai giudizi di inserimento nelle Gae”.
Su cosa si basa l’azione del sindacato?
“Ogni cosa che facciamo è mossa da una grande attenzione nei confronti delle persone. A noi, non interessano le tessere. Non vogliamo che nessuno si senta solo e anzi, lavoriamo, sette giorni su sette, col telefono sempre accesso. Non si smette mai di essere presenti per chi si rivolge a noi, ed è giusto che sia così, perché il sindacato interviene anche sul sociale.
Noi, in particolare, agiamo nel mondo della scuola, che adesso è in sofferenza. Cerchiamo duqnue di essere incisivi più che mai, nonostante il tentativo, fallito, del governo, di metterci in crisi”.
Perché fallito?
“Perché proprio il governo si è reso conto che il sindacato è un corpo intermedio che non può non essere valorizzato nell’azione di raccordo tra le parti sociali e istituzionali. Adesso più di sempre, c’è da stare al fianco delle persone che hanno intrapreso con noi delle battaglie.
Non solo perché sono professionisti del mondo della scuola, ma soprattutto perché sono persone che spesso sono state colpite nella loro dignità. Rafforziamo quotidianamente la nostra azione, anche rischiando di mettere al primo posto l’aspetto umano, piuttosto che su quello tecnico, che comunque viene da sé.
Se non si abbraccia la persona non si può farla sentire al centro dell’interesse di un’azione che viene fatta a sua tutela. Proprio perché ci piace che le persone sappiano che stiamo lavorando per loro, abbiamo organizzato per iscritti e simpatizzanti, l’incontro del 7”.

