Acquapendente – Tentato omicidio, il 70enne investito esce dal processo.
Santino Giuliani era stato travolto da un’auto il 29 giugno del 2013. Uno schianto terribile per il quale ha dovuto sopportare mesi di convalescenza tra ferite a una gamba, vertebre rotte e la protesi all’aorta spostata.
Il giorno dopo Enrico Ranucci, 67enne originario di Grotte di Castro, viene arrestato con l’accusa di tentato omicidio e omissione di soccorso e finisce a processo, di fronte al giudice Rita Cialoni, con rito immediato.
A febbraio del 2014 si tiene la prima udienza e la vittima si costituisce parte civile, rappresentato in aula dall’avvocato Mario Panatta.
Più di un anno e mezzo dopo, nell’ottobre del 2015, Giuliani viene ascoltato in tribunale. “Ho visto la macchina che veniva verso di me – ha ricordato in quell’occasione -. Sono stato colpito al fianco, poi ho perso conoscenza”.
Il 70enne stava andando a lavorare con degli operai in un terreno agricolo in località Ponte San Biagio ad Acquapendente quando si sarebbe visto travolgere dall’auto di Ranucci.
Tra i due c’erano dei dissapori già sfociati in diverse cause giudiziarie per via di alcune proprietà terriere. Il più giovane accusava il più anziano di non avergli pagato l’affitto di un fondo. Ma per la difesa non lo ritiene un movente valido per un tentato omicidio.
Ieri, quasi tre anni e mezzo dopo l’investimento, l’avvocato Panatta ha formalizzato al giudice il ritiro della costituzione di parte civile del suo assistito. Nel frattempo, infatti, l’assicurazione gli avrebbe liquidato il risarcimento per quanto successo quella mattina.
Il processo, ovviamente, continuerà lo stesso. La prossima udienza è stata fissata per il 2 novembre del 2017.
