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Baby spacciatori al Riello, in 13 rischiano il processo

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Viterbo - Spaccio al Riello - Il passaggio di droga e soldi filmato dai poliziotti

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Viterbo – Spaccio al Riello – Il passaggio di droga e soldi filmato dai poliziotti

Viterbo – Baby-spacciatori al Riello, al via ieri l’udienza preliminare.

Sono finiti davanti al gup i 13 indagati maggiorenni, raggiunti dall’avviso di fine indagine nell’ottobre 2014 e che ora rischiano di finire sotto processo per spaccio, con l’aggravante dalla cessione a minorenni.

Sono passati due anni dall’operazione della squadra mobile che stroncò un vasto giro di droga tra gli studenti che frequentavano il capolinea dei pullman del Riello. Passò alla storia come operazione “Mezzaluna”, dalla forma della panchina dove i pusher davano appuntamento ai clienti. La decisione spetterà al gup Stefano Pepe, che deciderà a luglio. Titolare dell’inchiesta il sostituto procuratore Paola Conti.

Le indagini, che in un anno hanno portato al sequestro di oltre mezzo chilo di droga, hanno avuto un forte impulso da alcuni genitori preoccupati che i figli fossero finiti nel mirino degli spacciatori. Spacciatori che, come è emerso, erano dei coetanei. Studenti che agivano la mattina presto, all’arrivo dei pullman dalla provincia, e nel primissimo pomeriggio, all’uscita dalle scuole, cedendo a 10-15 euro al grammo hashish e marijuana, e all’occorrenza cocaina, che spesso venivano fumati direttamente sul posto. Per target gli studenti pendolari, con un bacino di quattrocento potenziali “utenti” al giorno, escluso il periodo delle vacanze estive, quando il fiorente traffico si era fermato, per ricominciare alla ripresa delle lezioni.

L’inchiesta ha portato anche al fermo di due extracomunitari, bloccati a Pratogiardino con un etto e mezzo di stupefacenti.

Incastrati dai filmati delle telecamere, sono finiti nei guai 25 giovanissimi, tra i 16 e i 20 anni, tutti studenti delle superiori: otto sono stati segnalati alla prefettura come assuntori, mentre i baby-pusher rischiano il processo per detenzione a fine di spaccio.

Altri quattro, avendo 16 anni, sono stati denunciati alla procura per i minori di Roma. Uno era stato fermato in un compro oro dove, con la complicità di una maggiorenne, era andato a vendere gioielli di famiglia per oltre mille euro, per comprare un etto di droga. Per gli assuntori sospensione di patente, passaporto e licenze, nonché l’obbligo di frequentare il Sert per sei mesi.


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