Vetralla – Non l’avrebbero calmato neppure i momenti di festa. Avrebbe aggredito la moglie, con botte e minacce, anche durante il capodanno 2012 e un battesimo.
Per questi e altri episodi, un uomo, un romeno residente a Vetralla, è finito a processo con l’accusa di maltrattamenti. Ieri, davanti al tribunale di Viterbo, hanno testimoniato un’amica e il fratello della vittima, oltre alla poliziotta che nel maggio 2015 ha raccolto la denuncia della donna.
“A capodanno 2012 – racconta l’amica della vittima – ho assistito a una scenata di gelosia, in cui lui dal nervoso ha spaccato un bicchiere e ha riempito di offese e parolacce la moglie. L’ha minacciata di morte, le ha detto di essere una puttana. Alla fine l’ho dovuto allontanare con un amico. Ma questo non è stato l’unico episodio. Da tempo, la mia amica mi raccontava di botte e ingiurie da parte del marito”.
Il fratello della vittima parla di “continui maltrattamenti, soprattutto quando era ubriaco. Strillava – spiega al giudice Rita Cialoni -, faceva scenate di gelosia anche durante le feste. Come quella volta che l’ha aggredita durante un battesimo. Per fortuna sono riuscito a fermarlo in tempo, sennò l’avrebbe picchiata e ammazzata. Spesso, a notte fonda, mia sorella è corsa a casa mia con il bambino in braccio perché lui la minacciava. Piangeva, piangeva in continuazione”.
L’episodio che ha fatto scattare la denuncia risale al 4 maggio 2015: intorno alle 5 di mattina, l’intervento della polizia locale per una violenta lite in famiglia. La querela ha fatto finire l’uomo a processo. Ora la donna la vorrebbe ritirare, ma per la gravità dei fatti si procede comunque d’ufficio. In estate la prossima udienza.
