Viterbo – (g.f.) – Cento befane per portare la calza lunga 52 metri. Con l’indispensabile aiuto di quindici autisti a bordo di altrettante Fiat 500.
La tradizione si ripete, quest’anno sfidando il freddo e le gelide folate di vento. All’inzio, prima che la calza partisse, è caduto anche qualche fiocco di neve che non ha scoraggiato i viterbesi, tanti nel cuore della città e nemmeno gli organizzatori.
Ecco la calza della Befana più lunga al mondo. Sedicesima uscita.
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Dalle 13 a porta Romana le operazioni di montaggio, col prezioso aiuto dei vigili del fuoco. Composta da gonfiabili, predisporla non è semplice. Quindi è la volta delle befane. Alle 14,30, il raduno.
Guidate da Paola Massarelli, pronte a sfilare verso San Sisto con la banda musicale Ferentum e le majorettes. Sotto cappelli e parrucche, si riconoscono la consigliera Chiara Frontini, l’ex collega Linda Natalini, Pieranna Falasca.
Quindi la partenza per le vie del centro storico. In una pioggia di caramelle e cioccolatini, che ha sostituito i fiocchi di neve. Perché queste befane sono tra le più buone. Dispensano dolci a tutti. Pure a qualche politico che magari non se li meriterebbe.
A loro il compito di fare da apripista. C’è il sindaco Leonardo Michelini che rinnova l’intenzione di portare la calza in via della Conciliazione a Roma, il presidente del consiglio Marco Ciorba, Paolo Moricoli, Luigi Maria Buzzi e poi Andrea De Simone di Confartigianato.
Il passaggio della calza è una festa, lungo via Garibaldi, via Cavour, piazza del Plebiscito per la prima sosta, via Ascenzi, piazza dei Caduti con la seconda sosta, via Cairoli, piazza San Faustino e la terza sosta, via Signorelli, fino a viale Bruno Buozzi.
Per arrivare alla chiesa del Sacro Cuore, al Pilastro, dove come ogni anno, tutti in fila per acquistare le circa mille calze preparate. Almeno, chi non l’ha già fatto al gazebo a piazza del Comune.
Quest’anno il ricavato è a favore dei bambini nelle zone terremotate. Per acquistare tablet e computer da destinare alla nuova scuola di Amatrice. Alle caramelle, pure quest’anno ci ha pensato il supermercato Todis.
Come sempre, per la riuscita della manifestazione hanno lavorato Centro sociale Pilastro con Admo, Avis, 500 Tuscia club e parrocchia Sacro Cuore. Il comune ha patrocinato e Confartigianato per l’ottavo anno ha sostenuto la calza.






