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“Cornice e diadema doni dei parrocchiani devoti…”

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Viterbo - La Madonna Liberatrice

Viterbo – La Madonna Liberatrice

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la replica Elisabetta Morelli alla segnalazione di Roberto Cannuccia – La cornice (e il diadema) in questione è stata donata in occasione del trecentesimo anniversario dell’incoronazione della Madonna liberatrice di Viterbo alla presenza di tutte le più importanti cariche cittadine (vescovo, sindaco, parroco e comunità agostiniana) nonché di una numerosissima componente di suoi concittadini, come facilmente reperibile dagli articoli e fotogallery apparsi su quotidiani cartacei e online, il 15 novembre 2015.

Inoltre, il giorno precedente, monsignor Marini, cerimoniere del papa, ha celebrato la messa in onore della ricorrenza potendo ammirare l’immagine adornata dalla nuova cornice e diadema esprimendo la sua ammirazione.

Non le spiacerà sapere che l’amore dei parrocchiani, espresso con la libera donazione di oro e argento, ha permesso la realizzazione del diadema e della cornice come dimostrazione di amore filiale e riconoscenza alla più tenera delle madri.

È secolare tradizione della nostra città rivolgere alla miracolosa immagine mariana segni di sincero amore e riconoscenza come gli innumerevoli ex-voto presenti sull’intera parete circostante attestano. Nella semplicità di figli, nel corso dei secoli, i suoi concittadini hanno voluto, in svariati modi, lasciare un simbolo di avvenuti miracoli e grazie, che per nulla appesantiscono il santuario ma che, al contrario, costituiscono memoria e patrimonio di un sentire comune di riconoscenza alla madre di tutte le madri.

Se nel passato, i nostri predecessori si fossero preoccupati principalmente di non “appesantire” l’altare, oggi noi non potremmo avere memoria dell’intervento di Maria nelle loro vite. Da bambino, forse anche lei avrà donato alla sua mamma un monile quale segno di amore, e come tale la mamma lo avrà conservato gelosamente.

Ecco, per i devoti, donare alla Madonna, equivale sussurrare parole d’amore e dire ai posteri: rivolgetevi a lei con fiducia. Ci sono due modi per guardare quella santa immagine: da turista amante dell’arte come prodotto umano e da cristiano figlio di Maria dono di Dio all’umanità.

Le auguro di cuore di entrare di nuovo nel santuario di guardare l’immagine di Maria sentendola madre e la cornice come le braccia dei figli che da lei non si vogliono staccare. 

Aggiungiamo che sia la cornice che i diademi, per la loro particolare rilevanza, hanno carattere provvisorio, essi vengono esposti in occasione di grandi eventi liturgici come il Natale da poco trascorso.

Elisabetta Morelli
a nome di alcuni devoti di Maria santissima liberatrice 


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