Viterbo – “A forza di bandi, il comune è allo sbando”. Fondi per la cultura in comune, arriva l’affondo di Gianmaria Santucci (Fondazione).
Tra contributi e convenzioni, il consigliere ha qualche difficoltà a orientarsi. “In un anno avete fatto tre bandi per erogare stanziamenti – spiega Santucci in consiglio – poi un altro per le frazioni, cui si aggiungono i contributi per le iniziative convenzionate.
Poi c’è stato un altro bando per aggiornare le convenzioni. Adesso apprendo pure di delibere per destinare risorse attingendo dal fondo di riserva. La vostra doveva essere una politica culturale innovativa, ma a forza di bandi, siete allo sbando”.
C’è un regolamento approvato. “Lo avete votato voi – continua Santucci – ma che senso ha se non lo applicate? Si generano solo situazioni di serie A e di serie B e poi ci sono gli sfigati che partecipano a un bando per avere 500 euro.
Ricordo come l’assessore Antonio Delli Iaconi appena insediato disse che il comune non era un bancomat. Bene. Da quel momento lo è diventato”.
Anno nuovo, cultura nuova. “Visto che a breve arriva il dibattito sul bilancio – anticipa Santucci – fatemi capire che volete fare sulle politiche culturali nel 2017. Se continuerete a eludere il regolamento, io ogni delibera la prenderò e la porterò in procura. È tempo di mettere in campo politiche culturali serie, non con le variazioni di bilancio”.
L’assessore Antonio Delli Iaconi prova culturalmente a convincere Santucci.
“Stanziamo fondi per le iniziative che hanno una convenzione con il comune – spiega Delli Iaconi – riconosciute dal 2013, in base al regolamento. Un altro bando è servito per individuare nuovi soggetti meritevoli. L’elenco non può rimanere quello per sempre. Nel 2017 non ne faremo un altro, visto che per farne parte le manifestazioni devono esistere da almeno cinque anni”.
Una novità c’è. “Per tutto quello che non è convenzionato – prosegue Delli Iaconi – nel 2017 vorremmo fare un unico bando per tutto l’anno, sulla falsariga di come avviene in regione. Chiaramente serviranno più fondi, almeno cinquantamila euro”. Un bando è meglio di quattro. O no?
Giuseppe Ferlicca

