Viterbo – Patteggiamento rinviato di sei mesi per due dei 17 arrestati dell’operazione Fai da te che hanno scelto riti alternativi. Ieri mattina avrebbero dovuto patteggiare una condanna a un anno e mezzo per spaccio continuato di sostanze stupefacenti, ma la sentenza è stata rinviata dal gip Stefano Pepe, in quanto risultano indagati anche per estorsione.
Uno dei due, in particolare, avrebbe sferrato un colpo d’ascia sulla macchina della ex, proprietaria di un locale notturno sulla Commenda. Si tratta di uno degli episodi che hanno dato il via all’inchiesta che ha condotto alla banda di scassinatori seriali di colonnine di impianti self service. E anche a un giro di pusher, anch’essi arrestati, che spacciavano ai minorenni fuori degli istituti superiori del capoluogo.
Un equivoco l’accusa di estorsione, secondo il difensore Franco Taurchini. “Nel prosieguo delle indagini – spiega – è emerso chiaramente che l’auto era di proprietà del mio assistito, ma che l’aveva intestata alla donna all’epoca in cui stavano insieme. Lui la rivoleva soltanto indietro. L’altro indagato invece chiedeva dei soldi durante un’intercettazione, ma non erano per la droga, come supposto dalla procura, bensì per altre questioni, che ha potuto dimostrare. Ne ha convenuto pure il pm, che ha accolto la richiesta di patteggiamento solo per il piccolo spaccio, chiedendo l’archiviazione al gip per la presunta estorsione. Ma l’archiviazione non risulta ancora registrata, per cui il giudice Pepe ha fatto un rinvio tecnico, a luglio, in attesa che venga formalizzata“.
Si terranno invece a marzo l’udienza preliminare per gli 11 indagati che hanno scelto il rito ordinario e l’udienza di patteggiamento per gli altri quattro che hanno chiesto riti alternativi.
