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Bagnaia – Freddo artico e pungente. Il clima ideale per il focarone di sant’Antonio. Non c’è (mal) tempo che tenga. A Bagnaia la tradizione si rispetta e pure quest’anno è stato acceso.
Multimedia: Video – L’imponente focarone di Sant’Antonio – slide
Da poco passate le 18,30, quando ha iniziato a bruciare in piazza XX Settembre. Andrà avanti così fino a domani mattina all’alba. Dopo l’immancabile nuvola di fumo, sparsa tutt’intorno dalle gelide folate di vento, le fiamme hanno cominciato a innalzarsi. Accensione perfetta da parte dei ragazzi che da giorni hanno lavorato a ogni singolo dettaglio.
Un fuoco sacro e possente. Quasi quattrocentotrenta quintali di legna, sistemati in una pila alta sei metri e larga trenta, raccolti dagli stessi bagnaioli.
Prima ancora dell’accensione, dalle 17,30 sbandieratrici e gruppo storico, con banda musicale.
Il saluto del sindaco Leonardo Michelini, accompagnato dalla vice Luisa Ciambella, l’assessore Antonio Delli Iaconi, il consigliere Arduino Troili che a Bagnaia gioca in casa, come l’ex consigliere Marco Milioni.
“Da qui parte tanto calore e tanta passione – dice Michelini – perché Bagnaia può scaldare anche Viterbo, pure se sta a quattro chilometri”. Poi la benedizione da parte del vescovo Lino Fumagalli.
“Vorrei che l’intera comunità di Bagnaia – spiega Fumagalli – così calda da non avere bisogno del fuoco, porti con se un impegno. Ciascuno di noi diventi un pezzo di legno, come ne vediamo oggi qui. Così da potere veramente costuire una città migliore e una comunità migliore”.
Emozionante come sempre il rito, anche se con qualche persona in meno rispetto allo scorso anno. Il freddo pungente ha scoraggiato qualcuno dallo scendere in piazza. Peccato. Perché il calore si è sentito e non era solo quello del fuoco.
La festa continua con cena tipica, buon vino e musica dal vivo. Rigorosamente dal vivo, con Tirabuscio’, Nitrophoska e Dario Rossi.
E domattina, dalle 10 tradizionale benedizione degli animali e poi, qualcosa di molto adatto al clima. Cioccolata cala e cavallucci di sant’Antonio.
Giuseppe Ferlicca










