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Grotte santo Stefano – Il feretro avvolto dal tricolore. Sulla bara il cappello dei bersaglieri.
Un addio commosso e sentito. E’ quello di un’intera frazione che nella chiesa di piazza dell’Unità ha partecipato ai funerali di Mauro Marsiglioni, militare trentenne morto venerdì sera a San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, dove viveva da tempo.
Multimedia: video – Il tricolore sul feretro di Mauro Marsiglioni – slide
In tanti hanno voluto salutare per l’ultima volta il ragazzo e stingersi al dolore straziante della madre del trentenne. E’ a Grotte che vive la donna e qui il giovane era molto stimato e conosciuto. Ricordato per quel suo dolce sorriso.
Impossibile giustificare un dolore così forte.
Alle esequie, celebrate dal cappellano militare don Cosimo e da don Giuseppe, anche i bersaglieri, colleghi del trentenne.
“In momenti come questi – dice don Cosimo –, col cuore ferito dalla sofferenza improvvisa dovuta al distacco umano di un progetto spezzato, possiamo solo aprirci alla speranza. Sperare in Dio per affrontare questo saluto al nostro fratello Mauro e l’itinerario a cui siamo chiamati ogni giorno a orientare la nostra vita.
La speranza, infatti, ci apre a tante possibilità di realizzare il nostro futuro. Per quanto, però, noi apriamo lo sguardo dell’orizzonte della nostra vita, sappiamo che l’architetto che fa questo piano non siamo noi. Noi possiamo solo collaborare.
Gesù ricorda che non è importante la quantità degli anni che viviamo, ma la qualità. Mauro l’ha espressa con la dedizione alla patria e il suo servizio per il bene della cittadinanza e dell’Italia. Lo ha fatto attraverso i tanti sacrifici che ogni militare è chiamato a compiere per la sicurezza.
La propensione a un bene che va al di là della propria persona, nella consapevolezza che, donando tutto quello che si ha e contribuendo al bene comune, si può fare qualcosa di grande”.
E ancora: “Mauro ha manifestato quella qualità nel tenersi sempre pronto, come ben sanno i militari. Pronto a qualsiasi comando, al dover difendere e pronto a qualunque evenienza. Disponibilità militare che è poi specchio della prontezza spirituale”.
Quindi parole di conforto: “Siamo qui per esprimere a Mauro la nostra gratitudine per quello che ha compiuto nel suo servizio e soprattutto per la sua capacità di relazionarsi.
La presenza degli amici, dei commilitoni e della comunità in cui lui è cresciuto mostra tutto questo. In questa circostanza, vogliamo affermare che, nonostante l’assenza fisica di Mauro, questo legame continua.
Continua attraverso i ponti di amicizia, attraverso l’affetto e i valori che egli stesso ha vissuto. Un vincolo che non potrà mai rompersi. Così come non si spezzerà mai il legame tra madre e figlio”, ha detto il sacerdote rivolgendosi alla mamma di Mauro.
E infine: “Non viviamo nella paura, ma viviamo sempre pronti a poter cogliere i segni della grazia, dell’amore e della benevolenza. L’incontro con il Signore è qualcosa che non ci deve spaventare, ma solo aprire il cuore e la mente perché sappiamo che c’è un bene molto più grande.
Celebriamo Mauro, perché Dio lo possa accogliere nella sua pace. Nella sua eternità. Ringraziamolo e apriamo il cuore a quella fede e quella speranza che possano fortificare la nostra vita quotidiana”.
In chiesa suona il silenzio. La tristezza era palpabile e, nei volti di tutti, un immenso sconforto per una perdita così improvvisa. Senza senso.
In forza all’11esimo regimento bersaglieri di Udine, ieri, Mauro è stato saluto dai colleghi con una cerimonia militare.
Sempre ieri si è svolta l’autopsia sul corpo del ragazzo che servirà a chiarire la cause della morte del trentenne, probabilmente stroncato da un infarto. Una morte all’improvviso, mentre stava sul letto a guardare la tv.






