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“E’ stato Sabato Battaglia a sferrare il pugno”

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Sabato Louis Francesco Battaglia

Sabato Louis Francesco Battaglia

Viterbo – “Ho visto che a sferrargli il pugno è stato Sabato Battaglia”. Adesso c’è una testimone che lo incastra.

E’ ripreso ieri il processo per lesioni personali al 24enne condannato lo scorso luglio a 12 anni per omicidio volontario: è stato riconosciuto colpevole della morte del 44enne Federico Venzi, colpito con due violenti pugni al volto, all’alba del 29 settembre 2015, dopo una diverbio nei pressi della rotatoria dell’Ipercoop.

Tre anni prima del delitto del Riello, secondo l’accusa, gli era già bastato un solo pugno al volto, sferrato alle spalle, per scaraventare un 19enne addosso a un muretto e fracassargli la mandibola con una prognosi di tre mesi.

I fatti risalgono alla notte del 10 giugno 2012, a Valle Faul. Quella sera Sabato Battaglia avrebbe aggredito un coetaneo che insieme ad alcuni amici stava uscendo da una pizzeria dopo la festa di fine liceo. Dopo di che Sabato Battaglia avrebbe sferrato un pugno in faccia a un altro ragazzo, la vittima, intervenuto per difendere l’amico, solo perché aveva detto: “Basta, lasciatelo stare”. La vittima si è costituita parte civile.

Ieri è stato sentito il giovane aggredito per primo, il quale non ha potuto confermare che a sferrargli il pugno sia stato Sabato Battaglia. “Non ho visto chi è stato, perché nel frattempo mi stavano prendendo a pugni e calci”. Lo avrebbe invece visto bene una delle amiche dei due ragazzi, rimaste in disparte durante l’aggressione. “E’ stato sabato Battaglia”, ha detto senza tentennamenti, sgombrando i campo da ogni dubbio quando ha fatto il riconoscimento fotografico in aula. “Poco prima c’era stato un diverbio in discoteca per una spinta involontaria e ci hanno aspettato fuori”.

Il processo riprende a febbraio quando Sabato Battaglia, se vorrà, potrà lasciare per un giorno il carcere per raccontare la sua versione davanti al giudice.


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