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Mafia, 12 beni confiscati a Tarquinia

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Riccardo Valentini

Riccardo Valentini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Il Lazio è la sesta regione in Italia per beni confiscati alle mafie, dopo Sicilia, Campania, Calabria, Puglia e Lombardia”.

A dichiararlo è Riccardo Valentini, consigliere regionale del Pd e vice presidente della Commissione agricoltura.

“I beni sequestrati – prosegue Valentini – sono in tutto 1270. Di questi il 65,7% è sotto la gestione dell’Agenzia nazionale dei Beni sequestrati e confiscati (Anbsc), mentre la parte restante è già stata destinata prevalentemente ai comuni”.

I comuni del Lazio interessati dalla confisca sono in tutto 86, ossia il 28% dei territori laziali che, per il 90%, si trovano nelle province di Roma, Frosinone e Latina. Nello specifico: 9 in provincia di Rieti; 30 in provincia di Viterbo; 100 in provincia di Frosinone; 410 in provincia di Latina; 721 in provincia di Roma.

I comuni in cui si registra il maggior numero di immobili confiscati sono: 14 a Fiuggi, in provincia di Frosinone; 98 a Cisterna di Latina, 76 a Sabaudia e 71 a Fondi, in provincia di Latina; 12 a Tarquinia, in provincia di Viterbo; 41 a Velletri, in provincia di Roma. 446 beni, nella città di Roma.

Sono 523 le aziende confiscate nel Lazio, terza regione italiana dopo Sicilia e Campania. Di queste: 98, ossia il 18,7%, risultano già destinate ad affitto, vendita o liquidazione; 485, ossia 81,3%, in gestione all’amministrazione giudiziaria o Anbsc.

Nello specifico: 1 in provincia di Rieti; 4 in provincia di Viterbo; 9 aziende confiscate, di cui 6 in via definitiva, in provincia di Frosinone; 45, di cui 28 in via definitiva, in provincia di Latina; 464, di cui 197 in via definitiva, in provincia di Roma.

In linea con la tendenza nazionale la forma giuridica più ricorrente tra le aziende confiscate è quella a responsabilità limitata, che rappresenta il 76% del totale. Mentre riguardo ai settori in cui operano, per la maggior parte si tratta di: attività immobiliari, servizi alle imprese, costruzioni, informatica, commercio, attività di ristorazione e alberghiero.

“Quelli sulle confische – ha affermato Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio – sono numeri che indicano il radicamento delle mafie nel Lazio.

Cifre che lanciano una sfida a tutte le istituzioni affinché venga posto come tema cruciale dell’agenda del governo locale, il rilancio del riutilizzo sociale dei beni confiscati, affermando un principio di valore culturale, etico ed educativo nella lotta alle mafie che ci deve vedere tutti protagonisti”.

Ufficio stampa Riccardo Valentini


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