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Mafie, nella Tuscia 30 confische

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Una veduta di Viterbo dall'alto

Una veduta di Viterbo dall’alto

Viterbo – Trenta. E’ il numero dei beni confiscati alle mafie nella Tuscia, di cui dodici solo a Tarquinia.

E’ una fotografia allarmante quella che l’Osservatorio sulla legalità del Lazio offre sul numero di beni confiscati alle mafie nella regione. Con 1270 beni immobili, dopo Sicilia, Campania, Calabria, Puglia e Lombardia, il Lazio è la sesta regione in Italia per numero di beni confiscati alle mafie. Di questi il 65,7% è sotto la gestione dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati; la parte restante invece è già stata destinata prevalentemente ai comuni.

Complessivamente ci sono trenta beni immobili confiscati in provincia di Viterbo, 721 in provincia di Roma, 410 in provincia di Latina, cento in provincia di Frosinone e nove in provincia di Rieti. Tra i comuni in cui si registra il maggior numero di immobili confiscati, c’è anche Tarquinia (dodici). Gli altri sono: Cisterna di Latina, Sabaudia e Fondi in provincia di Latina rispettivamente con 98, 76 e 71; Velletri, in provincia di Roma, con con 41 e Fiuggi (Frosinone) con quattordici. A Roma risultano ben 446 beni confiscati.

Per quanto riguarda le aziende, il Lazio con 523 aziende confiscate è la terza regione dopo Sicilia e Campania. Di queste 523, novantotto risultano già destinate ad affitto vendita o liquidazione, e 485 in gestione all’amministrazione giudiziaria o Anbsc. Il fenomeno coinvolge tutte le province, anche se in maniera molto marginale quella di Viterbo (soltanto quattro aziende confiscate). La quasi totalità delle aziende confiscate, invece, è localizzata nelle provincie di Roma (409, circa l’88%) e Latina (8,6%).

Nel dettaglio, in provincia di Roma risultano 464 aziende confiscate di cui 197 in maniera definitiva; in provincia di Latina 45 di cui 28 in via definitive; in provincia di Frosinone nove di cui sei in confisca definitiva; e in provincia di Rieti 1. In linea con la tendenza nazionale, la forma giuridica più ricorrente tra le aziende confiscate è quella a responsabilità limitata, che rappresenta il 76% del totale.

I settori prevalenti in cui operano le aziende confiscate sono attività immobiliari, servizi alle imprese, costruzioni, informatica, commercio, attività di ristorazione e alberghiero. Anche la balneazione è un settore in cui la mala sta investendo.


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