Viterbo – Moderati e Riformisti non è una sua costola, non toglie voti al Pd e bisogna trovare alleanze. Parola di Giuseppe Fioroni.
Filippo Rossi (Viva Viterbo) non c’è, in compenso all’inaugurazione della sede di Moderati e Riformisti, invitati “di lusso” compensano l’assenza. A cominciare dal parlamentare Pd, poi la vice sindaca Luisa Ciambella al comune di Viterbo, stesso partito, stessa zona popolare d’appartenenza. Arriva pure il sindaco Leonardo Michelini, come promesso.
Fotocronaca: A casa dei Mo.Ri. con Fioroni – slide
Ma in ossequio alla vocazione centrista dei Mo.Ri. ci sono anche Giovanni Arena e Dario Bacocco, Forza Italia, o Alessandro Romoli. Nel movimento c’è da tempo, ma è pure nuovo vice segretario regionale Udc o Riccardo Paradisi, esponente Ncd. Facce nuove e vecchie glorie. Una per tutte, Regino Brachetti da Tuscania.
Manca, pure lui invitato, il segretario provinciale Pd. Livio Treta stigmatizza. Tiziana Lagrimino, della segreteria, in qualche modo ne fa le veci. “Rappresento quella parte – sottolinea Lagrimino – che ritiene utile allargare lo schieramento politico”.
Gli onori di casa li fa Stefano Bonori. La sede è accogliente, ma qualcuno rimane fuori dalla porta. Non c’è abbastanza spazio per tutti gli amministratori, consiglieri, assessori dal capoluogo, si vedono Tofani, Ciorba, Moricoli, Simoni, ma sopratutto dalla provincia, arrivati per il taglio del nastro.
Dopo la benedizione, che in questi tempi fa sempre bene, Bonori apre gli interventi. Ma il più atteso arriva alla fine, quando l’invitato Giuseppe Fioroni prende la parola. Un discorso, due concetti e mezzo.
Il primo: “Oggi c’è stato un chiarimento nella scena politica provinciale – dice Fioroni – Moderati e Riformisti non è una costola di Fioroni e io non sono un novello Adamo. Ma alla luce del dibattito nazionale, non ci deve scandalizzare, parlare di grandi alleanze. Mo.Ri. hanno invitato Forza Italia. Inimmaginabile dieci anni fa. Andiamo verso le amministrative e nei comuni, la vocazione maggioritaria non c’è mai stata. Si vince con le coalizioni”.
Seconda riflessione moderatamente riformista: “Ci sono Romoli, vice segretario regionale Udc – continua Fioroni – formazione che vuole essere dentro Moderati e Riformisti e Paradisi per l’Ncd, pure lui intenzionato a relazionarsi col movimento. Io da deputato Pd, sento di voler vincere”.
Ma i detrattori ritengono che Moderati e Riformisti tolgano voti al Pd. “Tra chi sta qui dentro oggi, c’è qualcuno che ha mai votato per il Partito democratico? No. Forse Michelini, ma chi altri? L’arroganza politica deve finire dove la legge ci obbliga a fare alleanze. Con parti significative di un mondo moderato e altri soggetti, si apre una possibilità di dialogo che il Pd penso debba cogliere, sedendosi a discutere.
Poi ogni realtà locale farà quello che crede. Ma io non vorrei essere quello che dice a prescindere, no grazie”. Ed è a questo punto che al segretario provinciale Egidi avranno fischiato le orecchie. Dei Mo.Ri. non vuol più sentire parlare, dopo le elezioni all’Università agraria di Tarquinia.
“Vincere insieme – insiste Fioroni – è fondamentale. La linea nazionale è questa, abbiamo votato il Mattarellum come legge elettorale. Prevede una coalizione, dove ci siamo noi e altri. Poi, se si vuole andare da soli per perdere meglio, va bene. Abbiamo un nuovo soggetto politico con cui sedersi a parlare”.
Fioroni archivia l’esperienza Oltre le mura. La lista civica con all’interno esponenti di centrodestra che ha consentito a Michelini di vincere nel capoluogo alleandosi col Pd. Tempo di voltare pagina.
“È storia, ce l’abbiamo alle spalle – osserva Fioroni – il futuro è tutt’altra cosa.
Se dovessimo decidere d’andare da soli e sperare nella divina provvidenza, va bene. Siamo il Pd, ci viene pure bene. Partito della provvidenza”.
Un passaggio, per Fioroni è inevitabile pure per le 1485 tessere raccolte in tutta la provincia dai Mo.Ri. Numero svelato da Bonori e rivendicato da Livio Treta, consigliere comunale: “Il Pd ne ha duemila, li talloniamo”. Fioroni evita paragoni.
“Se queste oltre 1400 tessere – spiega Fioroni – sono il frutto di una formazione che è una mia costola, io la prossima volta mi candido a fare il papa”.
Le amministrative alle porte saranno terreno di confronto. “Tarquinia sarà un test importante – osserva Stefano Bonori – la nostra sarà una presenza significativa, a sostegno di un candidato sindaco che sia in grado di rappresentarci in un percorso amministrativo”.
Sarà il primo tavolo di scontro/confronto col Pd. Poi arriveranno le provinciali. Tanto Livio Treta quanto Laura Voccia, consiglieri Mo.Ri puntano il dito contro Mauro Mazzola. Presidente, ma anche sindaco uscente Pd a Tarquinia, accusato di non avere mantenuto gli impegni, dopo la vittoria per merito anche dei Mo.Ri.
Piccola, doppia deroga, poi, alla regola per cui degli assenti non si parla. Un veloce passaggio su Filippo Rossi (Viva Viterbo). Si chiama fuori dalla formazione. “È stato tra i padri costituenti del movimento – sottolinea Bonori – ha partecipato e a oggi non ho avuto comunicazioni su sue dimissioni dal direttivo. Se intende dedicarsi ad attività commerciali che portano benefici anche alla città va bene, ma io sono abituato, quando non intendo fare più parte di un raggruppamento, comunicarlo ufficialmente”.
Alessandro Romoli nota invece l’assenza di Andrea Egidi: “La stigmatizzo. Non si devono svilire il nostro ruolo, il nostro apporto e la nostra dignità. Se c’è chi ritiene di poter fare a meno di noi, ne prendiamo atto. Non andremo certo a mendicare attenzione”.
Torna a parlare anche Regino Brachetti. Politica e passione al centro dell’intervento e il ritorno al proporzionale. Sull’argomento è preparato. Poi gli esce la parola democristiani. Il sindaco Leonardo Michelini forse si sente chiamato in causa e scherza domandandogli: “A chi ti riferisci?”.
Dal fronte Forza Italia, invece, Dario Bacocco si augura un percorso comune. “C’è bisogno di buongoverno – osserva Bacocco – e spero che alcuni temi ci possano vedere uniti e affrontare problemi reali della città e della provinciale.” Speranza in vista delle comunali 2018 a Viterbo.
Un incontro tra amici, come spiega Riccardo Paradisi (Ncd). Ma guai a parlare di operazione nostalgia.
“Non sono un rifondarolo – osserva Leonardo Michelini – né a sinistra e nemmeno al centro. Ma il perimetro va allargato e alle amministrative si guarda ai programmi. Su questi, convergenze sono possibili”.
Si prende l’ultimo applauso, prima della chiusura a effetto, affidata a Fioroni. Sono moderati, riformisti, ma con stile.
Giuseppe Ferlicca









