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“Moscherini candidato a Tarquinia? Io aspetterei”

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Dario Bacocco

Dario Bacocco

Viterbo – Alle comunali in primavera occhi puntati su Tarquinia, per il capoluogo, invece, c’è tempo per ricostruire le alleanze. Si vota nel 2018. Dario Bacocco, coordinatore provinciale di Forza Italia si lascia alle spalle un 2016 non sempre azzurro e punta al nuovo. Non solo le amministrative, ci sono anche le elezioni politiche.

Bacocco, come si chiude il 2016 per Forza Italia nella Tuscia?
“Bene direi. È stato un anno che ci ha visto protagonisti nella scena politica del centrodestra, quindi per quanto mi riguarda il bilancio è positivo”.

Protagonisti dove, in particolare?
“Le iniziative portate avanti sono state molte. Mi preme ricordare come il partito si sia mosso anche sul sociale. Non solo la normale attività. Abbiamo cercato d’essere vicini alla gente, alle associazioni che si adoperano per il prossimo, come Admo o Avis. Un impegno intenso che manterremo. Poi ovviamente c’è la parte politica. In primavera si vota per le amministrative. Diverse realtà importanti sono coinvolte, dovremo darci da fare. A cominciare da Tarquinia”.

A Tarquinia ci sono già candidati sindaco. Come Gianni Moscherini. Come valuta la sua decisione?
“Conosco Moscherini, ho avuto modo di vederlo quando era primo cittadino a Civitavecchia. Io penso che si tratti di una forzatura in questo momento. Non so quanto a Tarquinia i cittadini lo vogliano in corsa per il comune. Io aspetterei”.

Invece, Forza Italia dovrà tessere la tela delle alleanze in diversi comuni. Il centrodestra è piuttosto sfilacciato. Impresa possibile?
“Il centrodestra unito ha buone possibilità di vincere. Certo, esistono comuni dove le alleanze sono più semplici, per via di rapporti mantenuti nel tempo. In altri sarà più complicato. Io farò in modo per quanto mi è possibile, di raggiungere l’obiettivo di far vincere i nostri candidati”.

A primavera il test elettorale in diversi comuni e nel 2018 il tocca al capoluogo. Riuscirà a rimettere insieme tutte le anime di Forza Italia?
“A Viterbo abbiamo tutto il tempo. E ritengo che ci siano margini per ritrovare un’unità d’intenti, non solo per il partito, ma anche per la stessa città. Vedo l’amministrazione Michelini decisamente all’acqua di rose. Sono assenti, un tema su tutti, quello dei migranti. Tornare a essere uniti come partito e come coalizione è un obiettivo imprescindibile per dare alla città un buon governo”.

Quanto è difficile darsi da fare in un partito in sostanziale assenza di comando a livello nazionale?
“Per noi il punto di riferimento resta Silvio Berlusconi. Attraversiamo un momento particolare, ma non è che dentro il Pd, ad esempio, stiano meglio. Gli unici che sembravano più coesi erano i 5 stelle, ma mi pare che ultimamente anche loro qualche problemino ce l’abbiano. Noi un riferimento, al di là di tutto ce l’abbiamo ed è Berlusconi”.

Pensando al 2017, cosa le viene in mente come priorità?
“Anche a Viterbo dobbiamo preparaci alle elezioni nel paese. Se come sembra si tornerà al voto, Forza Italia dovrà essere pronta pure sul territorio per dare il proprio contributo”.

Fino a quando deve rimanere in carica l’attuale governo?
“Lo stretto necessario per approvare l’agognata legge elettorale, poi va restituita la parola ai cittadino andando al voto”.

Giuseppe Ferlicca


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