Roma – E’ nato il progetto “Tecnologie per la pittura etrusca da Veio a Tarquinia”.
Giovedì 12 gennaio al palazzo Patrizi Clementi di Roma sarà presentato al pubblico il progetto “Tecnologie avanzate per la grande pittura etrusca da Veio a Tarquinia”, un’iniziativa all’avanguardia che ha riguardato alcuni tra i più interessanti documenti della grande pittura parietale etrusca, promossa da Around culture, da Enea per i Beni culturali e dalla Soprintendenza, nell’ambito del progetto Cobra per il trasferimento tecnologico e di un più ampio accordo di collaborazione scientifica, secondo un innovativo modello di gestione e di valorizzazione avanzato per il management sinergico di luoghi culturali complessi.
Questo primo outdoor/open laboratory d’innovazione tecnologica per i Beni culturali è stato avviato lo scorso 26 settembre con il primo case study, la tomba dei Demoni azzurri nella Necropoli dei Monterozzi a Tarquinia.
La campagna di monitoraggio si estende ad altre famose tombe dipinte d’Etruria: la più importante “pinacoteca” dell’Italia preromana. A Tarquinia sono “indagati” altri tre monumenti di primaria importanza: la tomba 6222, la tomba 5203 e la tomba Querciola. A Veio case studies sono la celebre tomba dei Leoni ruggenti e la tomba Campana.
Attraverso questo progetto i siti di Veio e Tarquinia si trasformano in un inedito laboratorio aperto e a cielo aperto (outdoor/open laboratory) per l’applicazione della vasta gamma di tecnologie laser implementate nel dipartimento Enea-Fsn. Per il dispiegamento sul campo di tutte le potenzialità dei metodi, tecnologie e strumenti avanzati per la conservazione dei Beni culturali sul piano della formazione di nuove professionalità e nuove figure scientifico/tecnologiche, per la disseminazione culturale, oltre che per la proiezione nel medio-lungo termine della componente del monitoraggio tecnologico del monumento ai fini della conservazione, della pianificazione di interventi e nella prospettiva della trasformazione dei dati scientifici in versioni coinvolgenti ed immersive fruibili dal pubblico, come le ricostruzioni in 3D dei monumenti.
Intervengono all’evento di presentazione Alfonsina Russo, soprintendente archeologia Belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, Laura D’Erme e Maria Gabriella Scapaticci, funzionari archeologi per Veio e Tarquinia, Roberta Fantoni di Enea, responsabile scientifico del progetto Cobra, Lucina Giacopini, responsabile progetti culturali Around culture.
Con l’occasione, sarà per la prima volta illustrato al pubblico l’uso di dispositivi e tecnologie che consentiranno la fruizione emozionale, immersiva, ad alto impatto visivo della ricostruzione 3d a colori ad alta risoluzione delle tombe.
Al termine il pubblico e la stampa avranno l’opportunità di visitare la mostra “Tessere la speranza” dedicata al culto delle “Madonne vestite” nel Lazio, la cui chiusura è stata eccezionalmente prorogata per i partecipanti all’evento.
