Vetralla – Viola non dovrà aspettare un altro anno. E’ ripreso ieri, senza ripartire da zero, il processo in corso a Civitavecchia ai due medici e alle due ostetriche accusati di omicidio colposo per la morte di Viola, la prima e unica figlia di una coppia di Vetralla nata all’ospedale di Tarquinia il 30 giugno 2012 e deceduta dopo sette ore di agonia.
Il processo aveva subito due bruschi stop l’anno scorso, quando era ormai giunto a buon punto. Il primo per il trasferimento a Roma del giudice titolare e il secondo, lo scorso 14 settembre, quando il successore, una donna, aveva annunciato di essere incinta, rinviando addirittura di un anno a causa della prossima maternità. Uno schiaffo per i genitori della piccola Viola, che dopo la tragedia non sono riusciti ad avere altri figli.
Per i genitori indignati, allora si sono mossi i difensori della coppia – gli avvocati Claudia Polacchi e Paolo Delle Monache – presentando istanza al presidente del tribunale di Civitavecchia, Antonella Capri, perché nominasse un terzo giudice che permettesse alla giustizia di riprendere in tempi decenti il suo corso. Grazie a lei il processo è ripreso ieri e non il prossimo mese di settembre. E gli stessi avvocati della difesa, capendo la situazione, per accorciare i tempi hanno accettato di acquisire gli atti fin qui svolti nel fascicolo del processo, senza dover riascoltare tutti i testimoni, come pure sarebbe stato loro diritto. Il nuovo giudice, Sandro Saba, ha inoltre calendarizzato le prossime quattro udienze, per sentire gli ultimi testimoni e i consulenti della difesa, contando ai arrivare entro settembre alla sentenza.
Il prossimo 30 giugno la piccola Viola avrebbe compiuto 5 anni.
