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“Non dimenticherò mai quel tuo vocione…”

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Luciano Martoni

Luciano Martoni

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Luciano Martoni

Luciano Martoni

Luciano Martoni

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Luciano Martoni

Massimo Pompei

Massimo Pompei

Viterbo – (g.f.) – “Non dimenticherò mai quel suo vocione. Non ti potevi sbagliare, faceva una caciara che si sentiva da lontano”. Non trova parole Massimo Pompei per ricordare Luciano Martoni. Il suo amico è morto d’infarto ad appena 39 anni. 

“Un amico, una gran persona, un bravo ragazzo” ricorda Pompei. Viterbese doc, legato alle tradizioni e a santa Rosa e tra i figuranti del corteo storico. Una morte che non ti spieghi, un vuoto che non si colma. Una morte che ha commosso un’intera città.

“Era una gran persona, di fisico e di cuore – ricorda Massimo Pompei -. Tutto quello che girava attorno a lui era positivo”.

Insieme hanno condiviso anni importanti. “I migliori della mia vita, dai 18 fino a 30 – ricorda Pompei – ci vedevamo con tutto il gruppo nello stesso bar a Santa Barbara. Ci siamo conosciuti lì per caso. Era il punto di ritrovo, un locale che c’è ancora oggi”.

I ricordi sono tanti, premono, si affollano nella mente, ma le parole escono a fatica. “Una persona di compagnia, non saprei come definirlo, faceva gruppo, un lavoratore”. Il lavoro, gli amici, qualche passione.

“Era un gran lavoratore – spiega Pompei – nella falegnameria del padre a Villanova, dove andava anche adesso, che aveva un impiego nel food and beverage. Pochi viaggi, apparteniamo a quella generazione che ha dovuto lavorare. Zero vizi, anzi, solo uno. Fumava. Amava i fuoristrada”.

L’ultimo saluto solo pochi giorni fa. “Sabato – ricorda Pompei – è venuto a salutarmi al bar dove lavoro per farmi gli auguri. Col tempo gli impegni sono cambiati, ci vedevamo di meno. Ma la nostra era una di quelle amicizie che non cancelli solo perché ti vedi un po’ meno. Ogni volta che c’incontravamo ci raccontavamo tutto. Ed eravamo quelli di sempre”.

Massimo è un facchino di santa Rosa. “Lui non lo era, ma comunque era devoto a santa Rosa. Molto legato alle tradizioni della città. Alla fine di ogni trasporto ricordo sempre che mi veniva ad aspettare, quando ci frequentavamo più assiduamente.

Ha lavorato insieme al padre, l’ho anche aiutato quando hanno ristrutturato i portoni a santa Rosa per spostarli. Sono enormi”.

Quando un amico comune gli ha detto che Luciano era morto, non ci ha creduto. Non poteva essere lui quel Luciano. Impossibile.

“Stavo al bar e mi ha chiesto, hai saputo di Luciano? Manco avevo capito che stesse parlando di lui. Non ci pensavo. A 39 anni non si può morire così. Ho dovuto chiedere conferma a un altro amico”.

Purtroppo era lui. “Morire a quest’età non ha senso. Non è giusto”, dice non senza emozione Pompei.

Oggi alle 14,30 a Santa Rosa i funerali.


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