Viterbo – Processo Cev, in sedici ne sono fuori. Restano sette imputati, ma la prescrizione è pronta a spazzar via anche le uniche accuse rimaste: l’associazione per delinquere e la concussione.
Fuori dal processo per reati contro la pubblica amministrazione, Luigi Todaro, Claudio Cucciarelli, Massimiliano Assettati, Giuseppe Pesci e Moreno Marone. Il reato di turbativa d’asta, in relazione alle gare indette dalla Talate, si è estinto per prescrizione. Come l’associazione per delinquere contestata a Giuseppe Quatrini, Paolo Izzi, Stefano Menghini, Mario Rossi, Romolo Massimo Rossetti, Marina Morelli, Veruska e Daniele Cortese e Mauro e Manuela Salcini.
Il tribunale di Viterbo ha dichiarato anche il non doversi procedere nei confronti di Roberto Leone: i reati a lui contestati si sono estinti con la morte dell’imputato.
Dei 35 imputati iniziali, rinviati a giudizio nell’ottobre 2011, ne sono prima rimasti 24. Ora sono sette, tra cui Giancarlo Gabbianelli. L’ex sindaco di Viterbo, è accusato di associazione per delinquere insieme ad Armando Balducci, Maurizio Guerrini, Amedeo Orsolini, Attilio Moretti e Mauro Di Stefano.
Resta in piedi anche l’accusa di concussione contestata a Claudio Ciucciarelli. Per i pm, l’ingegnere ed ex presidente di Federimprese Viterbo avrebbe spinto il subappaltatore Claudio Londero a farsi saldare una fattura fasulla dalla Isofoton srl – fornitrice dei pannelli fotovoltaici per tre edifici comunali – per 32mila euro. I soldi se li sarebbe presi lo stesso Ciucciarelli, a detta degli inquirenti. Almeno una parte del denaro sarebbe servita per “far andare in vacanza i politici”, secondo il capo di imputazione formulato dai pm Paola Conti e Franco Pacifici.
Tra poco più di un mese la prossima udienza.
Ieri mattina, i giudici hanno respinto la richiesta avanzata l’ottobre scorso da Gabbianelli. L’ex sindaco di Viterbo, aveva rinunciato alla prescrizione per tutti i reati a lui contestati: voleva andare subito a sentenza. Ma il tribunale ha detto no.
