- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Saldi devono essere reali vendite di fine stagione”

Condividi la notizia:

Vincenzo Peparello

Vincenzo Peparello

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Saldi invernali 2017 al via, giovedì le vendite di fine stagione si avvieranno in tutte le Regioni italiane.

Ad iniziare per prime, il 2 gennaio scorso Sicilia e Basilicata, mentre le altre daranno il via agli sconti il 5 gennaio.

Quest’anno i saldi sono un evento particolarmente atteso. Tra i consumatori italiani, innanzitutto: oltre un italiano su due – il 58% – si dichiara interessato o molto interessato ad acquistare prodotti, in due casi su tre d’abbigliamento.

Ma anche tra i commercianti, che sperano di recuperare un andamento delle vendite natalizie sotto le previsioni.

“I saldi rappresentano un’occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, presidente nazionale di Fismo, l’associazione che riunisce i commercianti del settore moda di Confesercenti.

“Secondo le nostre stime elaborate in base alle intenzioni di acquisto degli italiani, possono valere potenzialmente oltre 4,9 miliardi di euro di consumi, per una spesa media di circa 330 euro a famiglia”.

Una boccata d’ossigeno per un settore che – secondo le proiezioni dell’Osservatorio Confesercenti – non è ancora uscito dalla crisi: nel solo 2016 hanno cessato l’attività oltre 6mila negozi indipendenti d’abbigliamento, tessili, calzature e accessori, sia nel centro nord (-3.721 imprese) che al Sud e nelle Isole (-2.411).

Anche per Lina Novelli in qualità di membro di presidenza nazionale Fismo che di presidenza provinciale Confesercenti Viterbo è chiaro il concetto della validità dei saldi soprattutto in una annualità come questa dove gli esercizi di abbigliamento possono garantire una scelta ai consumatori ma altrettanto deve passare il messaggio a chi acquista di rivolgersi ai negozianti di fiducia per avere sconti oltre alla serietà degli esercenti di sicura conoscenza.

Questi saldi 2017 – dichiara Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti di Viterbo – cadono ancora in un momento di estrema difficoltà del settore abbigliamento e calzature e possono comunque rappresentare una occasione di recupero per l’impresa diffusa.

Anche questa volta abbiamo, purtroppo, assistito al caos più completo con tantissime attività che in spregio del rispetto delle regole che lo vietano hanno effettuato “sconti” nel periodo inibito, non solo per mezzo di messaggi ma anche esponendo platealmente in vetrina percentuali di sconto ad esempio del 30 – 50% e ovviamente con una pressoché assente azione di controllo e sanzionamento.

La fotografia che appare – continua Peparello – è quella di un settore allo stremo.

Per il 75% degli intervistati, infatti, il 2016 ha continuato ad essere un anno di estrema difficoltà e ciò significa che se, come sembra, la stessa situazione si ripetesse nel corso del 2017, molti commercianti non andrebbero più avanti.

Purtroppo i dati economici nella Pmi a Roma e nel Lazio tracciati e resi noti dal presidente della Confesercenti di Roma Valter Giammaria – precisa Peparello – sono inequivocabili: si registrano nel 2016 più di 2.000 chiusure nel settore moda tra Roma e Lazio.

E pensare che dall’altro lato della legalità, sempre nella città di Roma, Lazio e province , opera un esercito di abusivi– se ne stimano 30 mila – che sottraggono miliardi di euro alle casse dello Stato e ovviamente dei negozi.

C’è necessità di una decisa inversione di tendenza – sottolinea Peparello – bisogna dare fiato alle famiglie e alle imprese.

A dimostrazione delle sofferenze del settore bisogna considerare che, dal 2008 al 2016, le quote di spesa dedicata dalle famiglie del Lazio all’abbigliamento e alle calzature si è ridotta quasi del 25% .

I saldi debbono tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone, quindi, l’attuale data di avvio.

I saldi – conclude Peparello – sono un evento per la promozione del territorio oltreché un occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori.
Ulteriori deregolamentazioni non sarebbero altro che nuovi colpi alle piccole imprese, allo loro presenza nei quartieri, nei rioni e nei centri storici accelerando una fine che se non si cambia registro è ormai prossima.

La nostra Federazione del settore moda (Fismo) a livello Nazionale, Regionale e Provinciale prosegue nell’impegno a tutela di questo importante comparto nell’economia del nostro territorio chiedendo con forza alle Istituzioni che prendano provvedimenti e facciano scelte per dare risposte concrete alle famiglie e alle imprese promuovendo la riqualificazione di strade, quartieri e centri storici delle nostre città ponendo anche un freno al rilascio di concessioni edilizie ad uso commerciale e in questo modo sostenendo il commercio diffuso che oltre a svolgere un importante ruolo economico dell’occupazione contribuisce a dare un servizio sociale e di vivibilità del territorio.

Confesercenti Viterbo


Regole del saldo

 La vendita di fine stagione (saldo) non ha obbligo di comunicazione al Comune.

 Le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario debbono essere reali ed effettive .

 I prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell’esercizio e su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre idonee modalità; quando siano esposti insieme prodotti identici dello stesso valore è sufficiente l’uso di un unico cartello.

Negli esercizi di vendita e nei reparti di tali esercizi organizzati con il sistema di vendita del libero servizio l’obbligo di indicazione del prezzo deve essere osservato per tutte le merci esposte al pubblico.

 I dati da esporre nei cartellini sono: a) il prezzo originario; b) la percentuale di sconto; c) il prezzo finale di vendita.
 Alle vendite di fine stagione non si applicano le normative relative alle vendite sottocosto: l’esercente, dunque, è libero di vendere i prodotti anche a prezzo inferiore a quello di acquisto.

 Il commerciante continuerà ad accettare i pagamenti con carta di credito e pos secondo i termini delle relative convenzioni.
 In caso di mancata conformità del bene al contratto (difetti o mancata corrispondenza rispetto alle caratteristiche descritte prima della vendita) il cliente ha diritto, ai sensi del D.LGD. n.° 24/2002: a) al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (a scelta, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro); b) ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (se la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; se il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione entro un congruo termine; se la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata hanno arrecato notevoli inconvenienti al consumatore).

 L’impegno a non oscurare completamente le vetrine.

 L’impegno alla massima disponibilità e cortesia nei confronti del cliente per eventuali cambi non dettati dall’obbligo di Legge. Non esiste difatti il cosiddetto diritto al “ripensamento” negli acquisti effettuati in forma diretta. Ciò vale, come è noto, solo nei casi di vendita “a distanza” eseguita al di fuori dei locali commerciali (ad esempio on line).

Consiglio ai consumatori:
Rivolgetevi ai vostri esercenti abituali e di fiducia.


Condividi la notizia: