Viterbo – Operazione “Fai da te”, a marzo l’udienza preliminare per 11 indagati. Sono i componenti della presunta banda di scassinatori di self service nel weekend, spacciatori fuori scuola nei giorni feriali. Furono arrestati in 17 nel maggio 2015 dai carabinieri che, sulle tracce della banda del frullino, beccarono anche la gang di pusher. Fece impressione che usassero come gancio la fidanzatina di un pusher e la faccia tosta con cui cedevano droga agli studenti minorenni delle superiori.
Pesante il bilancio del blitz: 17 arrestati sotto i 30 anni, 11 spacciatori (italiani, ucraini, romeni e tunisini) e 6 specialisti del furto, accusati anche di associazione per delinquere (un italiano, un albanese, un macedone, un moldavo e due albanesi). Alcuni nel frattempo sono usciti di scena ricorrendo a riti alternativi.
Tredici le perquisizioni, col sequestro di 50 dosi di hashish e marijuana destinate agli studenti delle superiori. Obiettivo baby assuntori ancora minorenni, che introducevano la droga a scuola. Fondamentale la collaborazione dei 25 acquirenti pizzicati in flagrante e dei loro familiari. Ganci insospettabili le fidanzatine degli stessi pusher, mentre (letteralmente) piazze di spaccio erano piazza San Faustino, della Rocca e del Teatro.
Un traffico scoperto dando la caccia alla “banda del frullino” che a cavallo tra la fine del 2014 e i primi mesi del 2015 aveva messo a ferro e fuoco decine di distributori, 6 solo nell’ultimo mese, agendo di notte nei festivi. Colpi da 5-6mila euro, danni per migliaia di euro. Un’organizzazione in stile militare, in grado di attaccare rapidamente l’obiettivo.
Il covo era un magazzino nelle campagne tra Viterbo e Montefiascone. Lì i banditi nascondevano gli arnesi da scasso, nasi finti e le parrucche per sfuggire alla videosorveglianza. Lì dividevano il bottino. Prima dei colpi si drogavano. Il collegamento che ha permesso agli investigatori, coordinati dal pm Massimiliano Siddi, di scoprire il secondo filone.


