Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Se ne parla poco, eppure con l’affissione delle 95 tesi sul portale della chiesa di Wittenberg (31 ottobre 1517) ha cambiato le cose, i preti, i monaci, la società, la politica, l’arte, la musica, il mondo.
Per di più quest’anno ricorre il quinto centenario dal quel fatidico giorno e sappiamo come gli italiani siano sensibili alle ricorrenze.
Eppure questa di Lutero sarebbe passata inosservata se papa Francesco non si fosse recentemente recato in Svezia per rendere omaggio al “ribelle” agostiniano, quasi a chiederli scusa per le secolari cecità della Chiesa di Roma. Quando si parla di lui c’è ancora tanto imbarazzo e tanto timore.
Non è stato così per l’associazione “Egidio 17” che ha fatto del centenario luterano una bandiera, anche per rivalutare i trascorsi rinascimentali della città di Viterbo. Gli ha fatto subito da sponda il gruppo consolare Touring Club di Viterbo guidato da Vincenzo Ceniti che dedica alla Riforma Luterana i suoi annuali “Pomeriggi Touring”. Primo appuntamento venerdì scorso – con il patrocinio della Fondazione Carivit e la collaborazione della Fidapa e dello stesso “Egidio 17” – con una magistrale conferenza dello storico Settimio La Porta sugli scenari europei dal tardo Medioevo agli anni della Riforma.
Un diluvio di informazioni, suggestioni, impressioni, ironia, aneddoti, date e storie, sapientemente illustrati dalle belle immagini di un power point che si conclude sulle note dell’Adagio della sinfonia del Nuovo Mondo di Dworak con delizia di colori, architetture, opere d’arte, paesaggi e antiche pietre.
L’uomo si salva per la fede, dice Lutero, e non per le opere. Non servono neanche i grandi apparati liturgici: conta solo la luce di Dio che abbiamo nel cuore.
Non c’è bisogno della mediazione dei sacerdoti per leggere e interpretare le Sacre Scritture. La traduzione in tedesco della Bibbia, con il superamento del latino, sarà un mezzo per diffondere la voce del Verbo. Il Paradiso non si guadagna con le indulgenze ma con il lavoro onesto e diuturno che produce denaro non più visto come lo sterco del diavolo. La Porta ha riassunto questi concetti con maestria e semplicità attirando l’attenzione del numeroso pubblico incollato sulla sedia per circa due ore.
Il prossimo appuntamento è per venerdì 24 febbraio nella Sala Conferenze del Museo della Ceramica di palazzo Brugiotti. Antonio Rocca e Felicita Menghini parleranno dell’Ecclesia viterbiensis e del suo vano tentativo di riconciliazione tra cattolici e luterani.
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