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“Un grande studioso ironico, autoironico e umano”

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Tullio De Mauro

Tullio De Mauro

Roma - L'addio a Tullio De Mauro all'università La Sapienza

Roma – L’addio a Tullio De Mauro all’università La Sapienza

Roma - L'addio a Tullio De Mauro - Il ricordo di Alberto Asor Rosa

Roma – L’addio a Tullio De Mauro – Il ricordo di Alberto Asor Rosa

La vedova di Tullio De Mauro, Silvana Ferreri

La vedova di Tullio De Mauro, Silvana Ferreri

Roma – “Un grande studioso. Ironico, autoironico e umano”. Un commosso Alberto Asor Rosa ricorda Tullio De Mauro, il linguista ed ex ministro della pubblica istruzione scomparso a Roma il 5 gennaio a 84 anni.

Il professore Asor Rosa, nonché amico di un vita di De Mauro, durante la cerimonia laica sottolinea la statura intellettuale e umana del linguista e soprattutto il suo impegno civile, caratterizzato da un occhio sempre vigile e attento alle dinamiche sociali e culturali del paese.

“Intere generazioni di studenti, allievi numerosi e di alto livello, un gran numero di amici affezionati e fedeli e soprattuto l’amore per i figli hanno sperimentato questa ineguagliabile capacità di entrare in rapporto e di dare senza prevaricare né soffocare – dice commosso Asor Rosa -. Ironia, appunto, e anche spesso autoironia. Il grande studioso e il comunicatore, semplice e umano, sono sempre stati la stessa cosa”.

L’addio a De Mauro nella ‘sua’ Sapienza, nell’aula numero 1 del dipartimento di Lettere, gremitissima di rappresentanti delle istituzioni, amici, intellettuali, colleghi e studenti. A porgere omaggio alla figura dell’illustre professore e a stringersi accanto alla moglie Silvana Ferreri (docente di Linguistica generale all’università della Tuscia) e ai figli Giovanni e Sabina, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli, e poi Andrea Riccardi, Walter Veltroni, Piero Fassino, Sabino Cassese, Stefano Rodotà, Luigi Abete. Presente anche la sindaca di Roma Virginia Raggi

“È stato un grande linguista e intellettuale che ha servito il paese, un uomo libero e negli ultimi tempi un dinamico presidente del Premio Strega”, afferma il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, intervenuto alla commemorazione.

Poi l’intervento del rettore dell’università La Sapienza, Eugenio Gaudio. “Tullio De Mauro è stato un grande maestro, che ha saputo creare intorno a sé una scuola e allievi numerosi perché credeva nella necessità della condivisione e della diffusione della conoscenza. Una dote lo ha sempre distinto. Questa dote lo ha reso un professore speciale. La sua capacità, non comune, di coniugare il rigore scientifico con l’arte della didattica, fatta di sapienza e generosità. E’ stato un professore al contempo rigoroso e dolcemente intransigente con i suoi allievi, quanto chiaro e generoso”.

Tullio De Mauro è morto a Roma a 84 anni. E’ stato docente universitario, già ministro della pubblica istruzione e presidente della fondazione Bellonci, che organizza il premio Strega.

Nato a Torre Annunziata il 31 marzo 1932, laureatosi in Lettere classiche, ha insegnato nelle università di Napoli, Chieti, Palermo e Salerno. Docente di Filosofia del linguaggio alla Sapienza di Roma, è stato poi ordinario di Linguistica generale nella stessa università. Nel 1966 è stato tra i fondatori della Società di linguistica italiana, di cui è stato anche presidente dal 1969 al ’73. E’ stato consigliere della regione Lazio dal 1975 al 1980, membro del consiglio di amministrazione dell’università di Roma dal 1981 all’85, delegato per la didattica del rettore dal 1986 all’88 e presidente dell’Istituzione biblioteche e centri culturali di Roma dal 1996 al ’97. Dal 2000 al 2001 è stato ministro della pubblica istruzione nel governo Amato.

Nel 2001 è stato nominato dal presidente della Repubblica Cavaliere di gran croce al merito della Repubblica italiana. Per l’insieme delle sue attività di ricerca, l’accademia nazionale dei Lincei gli ha attribuito nel 2006 il premio della presidenza della Repubblica. Nel 2008 gli è stato conferito l’Honorary doctorate dall’università di Waseda (Tokyo). Autore di un’importante traduzione commentata del Cours de linguistique générale di De Saussure, tra le sue opere più importanti vanno citati la Storia linguistica dell’Italia unita e Il grande dizionario italiano dell’uso.

E ancora – come ricorda la Treccani – Guida all’uso delle parole, Minisemantica dei linguaggi non-verbali e delle lingue, Ai margini del linguaggio, Lessico di frequenza dell’italiano parlato, Capire le parole, Idee per il governo: la scuola, Linguistica elementare. Successivamente ha pubblicato Prima lezione sul linguaggio, La fabbrica delle parole, Parole di giorni lontani, Lezioni di linguistica teorica, In principio c’era la parola?, Parole di giorni un po’ meno lontani, La lingua batte dove il dente duole (con Camilleri) e In Europa son già 103. Troppe lingue per una democrazia? (2014).

De Mauro ha anche curato il Daic: dizionario avanzato dell’italiano corrente, il Dizionario della lingua italiana, il Dizionario etimologico e il Dizionario delle parole straniere nella lingua italiana. Intensa anche la sua attività pubblicistica. Ha collaborato, tra l’altro, con Il Mondo e L’Espresso.


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