- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Vicebrigadiere di Tarquinia nella rete di cyberspionaggio di Occhionero

Condividi la notizia:

Giulio Occhionero

Giulio Occhionero

Francesca-Maria-Occhionero

Francesca Maria Occhionero

Polizia postale al lavoro

Polizia postale al lavoro

La polizia postale

La polizia postale

Tarquinia – Un vicebrigadiere dei carabinieri di Tarquinia nella rete del cyberspionaggio di Giulio Occhionero e la sorella Francesca Maria.

L’ingegnere e la sorella sono stati arrestati nei giorni scorsi e sono accusati di aver spiato personaggi della politica ed enti: da Ala Denis Verdini quando era nel Pdl, Maurizio sacconi, fino ad arrivare al senatore Nicola Latorre. Violati i siti di Poste, Agenzia delle Entrate e banche. 

La notizia in un articolo uscito sul Corriere della sera.

Occhionero aveva paura che i magistrati potessero scoprire il suo enorme archivio segreto “costruito grazie alle intrusioni informatiche effettuate con un sofisticato sistema che gli ha consentito negli ultimi due anni di spiare personalità e istituzioni”.

La rete di collaboratori, che i due avevano creato, serviva per proteggersi dalle inchieste giudiziarie.

Oltre al poliziotto Maurizio Manzella che doveva spiare il pm Eugenio Albamonte, “era stato assoldato nella rete anche il vicebrigadiere dei carabinieri Maurizio Mencarelli, in servizio a Tarquinia”, spiega il Corriere della sera.

Mencarelli, si legge sul quotidiano, doveva monitorare l’andamento delle indagini. Ed è stato denunciato dalla polizia postale per accesso abusivo all’archivio delle forze dell’ordine.

La scelta di usare degli uomini delle forze delle ordine per monitorare l’andamento dell’indagine Occhionero l’avrebbe fatta “dopo essersi consultato con un affiliato come lui alla massoneria Un uomo che ora rischia di finire nel registro degli indagati per favoreggiamento. L’elenco potrebbe presto allungarsi. Le prime verifiche dimostrano che la sua attività di dossieraggio aveva riguardato altri massoni ed era stato aiutato da chi, all’interno della loggia, poteva appoggiarlo nella scalata al vertice”.

Gli inquirenti, tuttavia, pensano che i fratelli Occhionero siano pedine di un sistema molto più grande che avrebbe influite su molte vicende italiane e stranieri.


Condividi la notizia: